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Coronavirus e lavoro, a Pisa domanda in forte calo nel 2020: -32%

Calano le assunzioni e resta complesso il rapporto fra domanda ed offerta. La pandemia spinge verso il digitale

Per effetto dell'emergenza sanitaria, il numero complessivo di entrate programmato dalle imprese nel 2020 si riduce di quasi un terzo rispetto al 2019. In flessione anche la quota di imprese che ha dichiarato l'intenzione di assumere personale dipendente, passata dal 59% del 2019 al 44% del 2020. La flessione della domanda di lavoro pianificata nel 2020 dalle imprese con dipendenti pisane (nel 2020 solo 21mila unità in ingresso) è quindi frutto degli effetti della grave crisi pandemica, a cui le imprese hanno risposto introducendo cambiamenti difficilmente reversibili e innescando un’accelerazione anche in diversi aspetti della trasformazione digitale

Nel 2020 poi prosegue la polarizzazione del profilo professionale delle entrate: aumenta la quota di dirigenti, specialisti e tecnici e di operai specializzati, mentre scende quella delle figure intermedie come gli impiegati. Nonostante il calo della domanda di lavoro, rimane ancora elevata la difficoltà di reperimento della figura ricercata che tocca il 31% di tutte le figure richieste contro il 30% del 2019. Nel 2020 il 27% dei posti offerti è preferibilmente riservato a giovani under 29, il 22% a donne mentre per il 33% sarà preferito un maschio. Per affrontare la complessità delle sfide in atto le imprese puntano su figure più specializzate: al 67% dei lavoratori in entrata è stata infatti richiesta una precedente esperienza.

Questo è il quadro dall’analisi della Camera di Commercio di Pisa sui dati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi nel 2020: un’indagine che è stata realizzata in provincia di Pisa grazie a 3.848 interviste in diverse tornate di indagine mensili.

Il punto di vista di Valter Tamburini, Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Pisa: "Come era lecito attendersi la pandemia ha colpito con forza la domanda di lavoro di quei comparti come il turismo ed il manifatturiero che, in ragione della forte apertura ai mercati internazionali, trainavano l’economia provinciale. Tuttavia è altrettanto evidente come in questa fase di transizione le imprese stiano tentando di riorganizzare la loro attività puntando su figure maggiormente qualificate sia sul versante digitale che della sostenibilità ambientale. Per questo, in stretta collaborazione con la Fondazione ISI, stiamo continuando ad offrire a dipendenti e imprenditori percorsi formativi gratuiti di base sui temi della digitalizzazione quali 'Eccellenze in digitale', realizzato con Google e Uniocamere al quale è ancora possibile iscriversi. Continua anche la formazione gratuita sulla sostenibilità ambientale per il sistema conciario realizzata in collaborazione con Unioncamere Toscana".

I settori

Considerando i settori, il calo è stato generalizzato con flessioni nettamente più consistenti per alcuni settori rilevanti per la provincia come il turismo (-50% ingressi pari a -2.600 assunzioni), la moda, che a Pisa è caratterizzata dalle pelli (-42%) e dal commercio (-36%). In flessione, ma in maniera inferiore rispetto alla media complessiva, la domanda di lavoro nelle costruzioni (-16%) e nelle altre industrie (-17%) dove troviamo l’agroalimentare, la farmaceutica ed i materiali per l’edilizia. Considerando i settori dal punto di vista della capactà di assorbimento di manodopera le altre industrie passano in prima posizione (3.160 ingressi) seguite dal commercio con 2.790 unità. Terza piazza, nonostante tutto, per il turismo-ristorazione (2.650) seguito dal comparto moda (per lo più cuoio e calzature) con 2.450 assunzioni. Più indietro i servizi operativi e di supporto a imprese e persone (1.720), le costruzioni (1.680) e l’elettronica-metalmeccanica (1.460).

Digitale

Il confronto tra il 2020 e gli anni immediatamente precedenti segna una sorta di spartiaque per quanto riguarda l’adozione delle tecnologie digitali. L’indagine ha infatti rilevato non solo la richiesta di lavoro ma anche le attività di investimento portate avanti dalle imprese. Tutte le voci di investimento evidenziano una crescita del numero di imprese che vi hanno fatto ricorso. Nel dettaglio, in provincia di Pisa 4 imprese su 10 che hanno investito in trasformazione digitale hanno puntato sulle modifiche dei modelli di business, con l’adozione di strumenti di digital marketing (+16 punti percentuali rispetto al periodo pre-Covid) e sulle innovazioni organizzative, con l’ampia diffusione nell’utilizzo dello smartworking (+13 punti percentuali), o, sotto l’aspetto prettamente tecnologico, sull’acquisizione di reti ad alta velocità, sistemi cloud e big data analytics (+8 punti percentuali).

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