Coronavirus, Cgil Pisa: "Dalle tre alle quattro T: tamponi, tracciamento e trattamento, nel territorio"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

L'emergenza sanitaria non era finita con l'estate, lo sapevamo e perciò abbiamo sempre indicato la strada della massima attenzione alla tutela della salute e sicurezza nella ripresa delle attività dopo il blocco di Marzo e Aprile. L'attenzione al rispetto di norme  e procedure specifiche in ogni attività.

Non si è fatto tutto ciò che si doveva, basti pensare alla questione del trasporto pubblico. In sanità non si è accelerato adeguatamente sul versante della riorganizzazione territoriale. Non si è creata quella prima linea di resistenza alla pandemia, l'argine necessario di fronte a questa maledetta seconda ondata.

Oggi ci siamo dentro in maniera drammatica, lo vediamo dai dati giornalieri, e dovremmo evitare di ricorrere nuovamente ad un blocco generalizzato. Ecco perché adesso servono misure specifiche, decisioni rapide e comportamenti efficaci. La diffusione del virus va interrotta e i settori che vedono una  riduzione delle attività vanno sostenuti con le dovute risorse. Se in altri Paesi si ricorre alla fiscalità generale chiedendo di più a chi ha di più, lo si può benissimo fare anche in Italia.

Se è  necessario ricorrere ai contributi aggiuntivi del Mes lo si faccia adesso per il Servizio Sanitario Nazionale, che è stato lo strumento fondamentale nella risposta al Covid e che ha bisogno di ulteriori assunzioni e mezzi per intervenire. C'è bisogno di tutelare la salute e la sicurezza degli operatori sanitari e dei servizi collegati ed è basilare ridurre la diffusione del contagio evitando quanto più possibile il ricorso  agli ospedali, che rischiano di implodere di fronte ai grandi numeri di questi giorni.

Per questo il territorio è e rimane un baluardo essenziale, dai medici di base ai presidi sanitari fino alle strutture delle Asl: la Regione Toscana deve presiedere e monitorare questa opera di reinsediamento locale. Dobbiamo assolutamente adottare comportamenti individuali e collettivi corretti e pretendere comunque ulteriori risorse per il settore sanitario, per nuova occupazione lungo il percorso delle 3T, tamponi, tracciamento, trattamento.

È il momento della solidarietà e della coesione sociale, ma Governo e Istituzioni a tutti i livelli devono fare fino in fondo la loro parte per evitare che rabbia e sconforto prendano il sopravvento e diventino terreno fertile per ogni genere di strumentalizzazioni.

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