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Cronaca

Emergenza Covid anche nei ristoranti: "Per Capodanno registriamo il 30% di disdette"

Gli esercenti pisani segnalano sfiducia e timori da parte dei clienti alla luce della nuova ondata e prevedono ulteriori difficoltà con il nuovo anno

Non è allarme rosso, ma poco ci manca. Perché, come specificano i diretti interessati, "rispetto allo stesso periodo del 2020 la differenza sostanziale è che siamo aperti. Possiamo lavorare a stretto contatto con la clientela". Ma nei fatti i ristoranti pisani devono scontrarsi con la recrudescenza della pandemia, che negli ultimi giorni ha portato a una crescita esponenziale dei contagi anche sul nostro territorio, scatenando l'insicurezza e il timore in molti clienti. "Le feste, da sole, rappresentano una parte sostanziale del fatturato di tutto l'anno" spiegano Daniela Petraglia e Federico Benacquista, che oltre a essere ristoratori apprezzati in tutta la città sono anche i referenti di settore per Confcommercio e Confesercenti. "Purtroppo con l'aumento dei nuovi casi è cresciuto anche il numero delle telefonate dei clienti che non hanno confermato la presenza per la cena di Capodanno".

Da un rapido conteggio tra i locali cittadini è emerso che al momento sono arrivate circa il 30% di disdette, "una vera e propria emorragia" affermano Petraglia e Benacquista. "Considerate che in questo calcolo non sono compresi i molti ristoranti che invece hanno scelto di rimanere del tutto chiusi - proseguono - la riacutizzazione dell'emergenza, in concomitanza con il mese più importante dell'anno per il nostro settore, è stata una brutta mazzata". Un vero peccato per Daniela Petraglia "perché i segnali di ripresa arrivati dal 2021 sono stati molto più concreti e solidi rispetto a quelli del 2020, quando veramente navigavamo a vista. Adesso siamo tornati nell'incertezza, perché anche a gennaio c'è il forte interrogativo di come e quanto riusciremo a lavorare".

Alcuni ristoranti si sono attrezzati proponendo alla clientela menù da asporto e con consegna a domicilio, "ma rimangono la minoranza - specifica Federico Benacquista - perché tutti avevamo la speranza di poterci godere le festività senza ulteriori emergenze. Inoltre, rispetto allo scorso anno quando tutto il mondo era ancora spiazzato dalla pandemia e si era stretto in un cerchio solidale, adesso i prezzi delle materie prime che trattiamo in cucina sono tornati ai livelli pre-emergenza. Quindi con tutti i rincari del caso legati al periodo delle feste. Non ha molto senso proporre menù da asporto: avrebbero un prezzo eccessivo per molte famiglie".

La fase più dura di questa nuova ondata della pandemia non cesserà con l'arrivo del nuovo anno e "quindi anche per tutto il mese di gennaio - commentano i due referenti di Confcommercio e Confesercenti - i ristoratori pisani dovranno fare i conti con una scarsa affluenza ai loro locali. L'attenzione nei confronti del nostro settore deve essere mantenuta alta perché sono ancora moltissime le situazioni di sofferenza. Anche a gennaio molti esercizi rimarranno chiusi". In aggiunta a ciò, secondo Petraglia, c'è anche la novità "dell'obbligo del Super green pass anche per i tavoli all'esterno. Molti ristoranti si sono attrezzati, investendo parecchi soldi, per accogliere i clienti non vaccinati al di fuori dei locali. Con questa novità questa fetta di pubblico è completamente persa".

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