Fase 2, parrucchieri ed estetiste pisani: "Pronti alla riapertura"

C'è voglia di ripartire tra le attività, nonostante l'ultimo decreto del premier Conte ne preveda la riapertura dal 1° giugno

Foto d'archivio

Si dicono pronti alla riapertura anche perchè, spiegano, "molte delle precauzioni che ci verranno richieste le utilizzavamo già prima della pandemia". C'è voglia di ripartire tra i parrucchieri, i barbieri e i negozi di estetica pisani. Un sentimento che è condiviso anche dalla clientela: "Riceviamo un sacco di telefonate dai clienti che ci chiedono quando riapriremo. La bellezza è importante, anche in un momento come questo". L'ultimo decreto del Presidente del Consiglio Conte prevede la riapertura di questi esercizi a partire dal prossimo 1° giugno: una decisione che non è piaciuta a molti, come testimonia una petizione lanciata online a livello nazionale in cui si chiede al premier un intervento a sostegno del settore, ma di cui in gran parte degli operatori comprendono le ragioni.

"La salute al primo posto - afferma - Elisa Benacquista dell'Estetica Fairlady - anche considerando che siamo una delle attività più a rischio. Ma le imprese devono essere messe in condizioni di ripartire. C'è invece ancora molta confusione, soprattutto sulle regole da seguire per garantire la sicurezza di clienti e operatori. Altro aspetto da capire riguarda la cassa integrazione: ho una dipendente e ancora non sappiamo se le verrà rinnovata. Sto sfruttando questo periodo per fare corsi di aggiornamento sull'igiene. Non vedo l'ora di ripartire, e così anche miei clienti". 

Tra le attività che erano pronte alla riapertura c'è anche il Machete Capelli & Barba. "Ci aspettavamo di ripartire - afferma uno dei titolari, Gaspare Damiano - ma è giusto tutelare la salute e capisco le difficoltà a tenere insieme aspetti economici e sanitari. Avevamo deciso di accogliere meno clienti alla volta, allungando gli orari di lavoro e lavorando su turni con guanti, visiere e prodotti monouso. Il vero problema è capire come ripartiremo". Damiano è anche titolare, sempre a Pisa, di un negozio di profumi "che però per il momento abbiamo deciso di tenere chiuso. I decreti ci consentirebbero di aprire ma la città è deserta e in una fase incerta come questa abbiamo preferito tutelare la nostra salute e quella dei nostri clienti".

Più netta la posizione di Emilia Lembo, titolare de L'eleganza del Taglio. "La situazione è tragica. I miei dipendenti non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione e il bonus da 600 euro è poca cosa per un'attività come la nostra che deve sostenere tante spese. Bisogna che ci diano il permesso di riaprire al più presto. Ci tengo anche io alla salute, ma tante precauzioni igieniche le usavamo già prima, quindi da questo punto di vista siamo avvantaggiati rispetto ad altre attività. I miei clienti mi chiamano continuamente. Se dovessimo davvero lavorare con un solo cliente alla volta sarà difficile poterli accontentare tutti e riusciremo a stento a coprire le spese che sosteniamo. Aumenterà inoltre il rischio dell'abusivismo".

Ad essere preoccupata è anche Eloisa Siri, dell'omonimo centro estetico. "Eravamo pronti a ripartire - spiega - anche perchè gran parte delle norme igieniche che probabilmente ci verranno imposte le utilizzavamo già. Questo ulteriore proroga ci creerà grossi problemi e metterà in ginocchio molte attività. Gran parte delle spese e delle scadenze sono state rimandate, ma prima o poi dovremo pagarle e senza lavorare non tutti ci riusciranno".

"Personalmente ritengo che c'erano le condizioni per ripartire - spiega il parrucchiere Alessandro Siri - ovviamente utilizzando tutte le precauzioni necessarie. Detto questo sto vivendo questo periodo in maniera molto tranquilla, cerando di migliorare la mia persona sotto vari aspetti".

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A sottolineare i rischi legati all'abusivismo è Giovanna Prevete di 'Pickyou Hairhouse': "Bloccando le riaperture - spiega - si agevolano tutti quegli abusivi che anche ora stanno approfittando della situazione e di molti colleghi che cedono alle immense richieste della clientela di lavori a domicilio non potendo garantire e dimostrare misure di sicurezza metteranno a rischio centinaia di persone. Per questo chiediamo l'apertura dei nostri saloni per garantire un servizio al cittadino nella completa e sicura tutela della salute così come da governo richiesta".

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