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Coronavirus, Giani sulle nuove restrizioni: "Penso a zone rosse localizzate dove le varianti incidono di più"

Il governatore della Toscana, intervenuto a Rainews 24, ha illustrato la proposta che sottoporrà oggi al Governo. E sui vaccini ribadisce: "L'Italia deve iniziare a produrli autonomamente"

Un immediato futuro diviso tra il colore arancione, si spera predominante, e alcune macchie rosse là dove l'incidenza delle varianti sui nuovi casi è più alta. E' il quadro delineato questa mattina, lunedì 22 febbraio, dal governatore Eugenio Giani a Rainews 24. "Oggi andrò a Roma per discutere con il Ministero della Salute dell'introduzione di zone rosse circoscritte" spiega il presidente della Toscana. "Penso in particolare a quelle zone dove si sta creando, secondo la lettura genomica, chiaramente una maggiore presenza delle varianti".

Una maggiore diffusione che non è dipesa dalla riapertura di tutti gli istituti scolastici: "Non abbiamo assolutamente risentito - precisa Giani - di un aumento particolarmente più alto perché le scuole erano aperte. Su questa grande incidenza ci credo relativamente. Sulle varianti il ragionamento è differente: i nuovi casi sono partiti al confine con l'Umbria, tanto che ho dovuto mettere Chiusi in zona rossa per una settimana e devo dire che ha funzionato".

Il presidente della Toscana ha fatto il punto anche sui progressi della campagna vaccinale, ponendo di nuovo l'attenzione sulla necessità nazionale di dotarsi di una produzione propria e indipendente. "Già ora avremmo bisogno di 120 milioni di dosi di vaccino, perché siamo 60 milioni di italiani, ma nei prossimi anni il Paese avrà necessità di rifornirsi di un numero altrettanto rilevante di dosi - spiega Eugenio Giani - quindi è un mercato che conviene poter strutturare all'interno del nostro Paese. Ci vantiamo sempre dell'eccellenza delle imprese farmaceutiche, ma se sono un'eccellenza è possibile che non riescano a produrre vaccini impostando la produzione a due-tre anni?".

Un tema particolarmente importante se si pensa che "ritorna positivo chi aveva una vaccinazione spontanea e individuale perché aveva avuto il Covid a marzo, aprile dell'anno scorso nella prima ondata. Cosa significa? Che il vaccino ha una durata di 8-9 mesi" puntualizza il governatore.

E sul tema della riapertura di cinema e teatri, auspicata dal ministro Franceschini, Giani chiosa: "Tutto sta nel come riaprire. Se noi creiamo dei grandi distanziamenti e quindi delle condizioni di sicurezza, possono essere inseriti, come musei e mostre, fra i luoghi da riaprire in zona gialla. Oggi in qualsiasi delle tre zone cinema e teatri sono vocati sempre alla chiusura e onestamente non lo ritengo giusto".
 


 

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