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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Coronavirus, gli imprenditori pisani non hanno dubbi: "Vaccino e Green pass soluzioni per evitare chiusure"

Il messaggio è stato comunicato in diretta televisiva nel corso della trasmissione di Rete 4 'Diritto e Rovescio'

Avanti con vaccino e Green pass per scongiurare la quarta ondata e nuovi lockdown. Gli imprenditori pisani, rappresentanti di Confcommercio Provincia di Pisa, hanno scelto di lanciare un messaggio forte in diretta nazionale, in collegamento con Rete 4, nella trasmissione 'Diritto e Rovescio' del 4 novembre condotta da Paolo del Debbio. Riuniti all'interno del ristorante La Pergoletta di Pisa, Daniela Petraglia (presidente Confristoranti), Alessandro Trolese (presidente Fipe provinciale), Marcello Mosca (presidente Cascina), Luca Ravagni (presidente ConfLitorale), Barbara Benvenuti (presidente Marina di Pisa), Alessandro Simonelli (presidente Area Vasta), Massimo Bacherotti (presidente Porticcioli d'Arno), Nicola Piegaja (albergatore) hanno sostenuto con forza la necessità di non fare passi indietro nella strada intrapresa.

"Per noi il Green pass rappresenta l'unica opportunità per continuare a lavorare in sicurezza - le parole di Daniela Petraglia - siamo terrorizzati all'idea che possa arrivare una quarta ondata e richiuderci tutti nelle nostre case. Non possiamo permetterci un nuovo lockdown. Quello che abbiamo passato noi imprenditori, lo sappiamo solo noi e fare ideologia e politica su questioni così serie è davvero immorale". "Non è vero che il Green pass non serve a niente - ha ribadito nel corso del dibattito Barbara Benvenuti, ristoratrice - noi pubblici esercizi siamo tra le categorie più colpite, e abbiamo dovuto affrontare enormi sacrifici economici per tenere aperte, nonostante tutto, le nostre attività. Parliamo di sacrifici enormi, le cui conseguenze continueremo a pagare ancora nei prossimi anni".

Tra le altre, particolarmente significativa la testimonianza di Marcello Mosca, titolare di un bar a Navacchio: "Mi sono ammalato a fine luglio, e il Covid è stato per me un'esperienza drammatica, ho rischiato tantissimo. La malattia è brutta e ci può cogliere di sorpresa da un momento all'altro. Ho deciso di fare la seconda dose, anche se non ero obbligato, e farò anche la terza, perché se ci fosse anche una sola possibilità di non rivivere quell'incubo tremendo, questa va colta".

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