Cronaca

Coronavirus: nuove misure di sostegno a bar e ristoranti per il suolo pubblico

I benefici a Pisa: esenzione dal pagamento fino al 31 marzo e possibilità di allargare fino al 60% di spazio in più

La Giunta Comunale di Pisa ha approvato giovedì scorso una delibera che contiene le misure di sostegno alle attività economiche cittadine che usufruiscono del suolo pubblico. Misure che saranno valide fino al 31 marzo 2021.

"Quello che è stato presentato oggi è un atto importante - dichiara l’assessore al Commercio Paolo Pesciatini - volto a sostenere le imprese di pubblico esercizio della nostra città che svolgono anche un ruolo fondamentale all’interno del nostro sistema di accoglienza, oltre a costituire un essenziale luogo di socialità. In questo caso si tratta di un’agevolazione concessoria eccezionale che prevede oltre all’esonero dal pagamento del suolo pubblico, la celerità nelle procedure amministrative, un incremento di superficie fino al 60% delle concessioni già rilasciate nel periodo pre-Covid. Le categorie interessate hanno necessità di adeguati sostegni e impegni chiari per consentire la loro effettiva ripartenza senza dover essere costantemente assoggettate a continue incertezze in merito alle aperture soprattutto dopo gli adeguamenti che hanno dovuto sostenere a seguito delle nuove esigenze legate al distanziamento. Come Amministrazione Comunale faremo quanto necessario per cogliere tutte le opportunità che vengono dallo Stato nonché mettendo a disposizione risorse proprie del Comune per tutelare questo imprescindibile settore della nostra economia".

Per semplificare l'iter burocratico relativo alla richiesta di concessione di suolo pubblico la delibera approvata dalla Giunta prevede, nello specifico, che le comunicazioni di rinnovo, di nuove concessioni o di ampliamento delle superfici già concesse vengano inviate mediante Pec a Sepi Spa, con allegata la sola planimetria e non in bollo. Occorrerà produrre anche la dichiarazione di consenso del titolare delle attività limitrofi nel caso di sovrapposizione di spazio o di copertura dell’ingresso o vetrina.

L’atto prevede inoltre che la posa in opera temporanea di strutture e elementi di arredo (tavolini, sedie, ombrelloni, ecc.) su vie e piazze, strade e altri spazi aperti pubblici di interesse culturale o paesaggistico non verrà subordinata alle autorizzazioni previste dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, ferma restando la compatibilità con la normativa del Codice della Strada, preventivamente valutata dalla Polizia Municipale.

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