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Coronavirus, negozi chiusi: "Possono vendere online con consegne a domicilio"

Confcommercio spiega cosa possono fare e come gli esercizi commerciali e fa appello ai cittadini di "fare acquisti presso i negozi al dettaglio di fiducia"

"I negozi e gli altri esercizi di commercio al dettaglio che vendono prodotti diversi da quelli alimentari o di prima necessità, possono proseguire le vendite effettuando consegne a domicilio". E' quanto sostiene la Prefettura di Pisa in una lettera di risposta indirizzata a Confcommercio Provincia di Pisa e Camera di Commercio, a seguito della richiesta di chiarimenti fatta dalle stesse associazioni.

"Il tempo dell'ambiguità e dell'incertezza è finito - afferma il direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli - negozi di scarpe e di abbigliamento, librerie e giocattoli, oreficerie e cartolerie, e tutte le altre attività commerciali chiuse dallo scorso 11 marzo hanno piena e legittima facoltà di vendere online e consegnare i prodotti direttamente a domicilio. E' proprio per evitare interpretazioni errate e sanzioni alle attività commerciali non alimentari che avessero intrapreso la vendita a distanza, abbiamo richiesto un chiarimento ufficiale alla Prefettura, anche alla luce dei tanti chiarimenti richiesti dai commercianti. Ringrazio personalmente il Prefetto per la chiarezza e la tempestività con la quale ha risposto al nostro quesito".

Nella sua nota, la Prefettura sottolinea che le vendite a domicilio si dovranno svolgere nel rispetto dei requisiti igienico-sanitari, sia per il confezionamento che per il trasporto, ma con vendita a distanza senza riapertura del locale. Inoltre, chi organizza le attività di consegna a domicilio, lo stesso esercente o una c.d. piattaforma, deve evitare che al momento della consegna ci siano contatti personali a distanza inferiore a un metro. "Le aziende che fanno commercio online possono recarsi presso il proprio esercizio per predisporre la spedizione - precisa Pieragnoli - ma le attività amministrative come ad esempio gestione degli ordini, assistenza alla clientela, ove possibile, debbono essere organizzate in modalità a distanza o lavoro smart".

"Mi auguro che i cittadini e i clienti - conclude con un appello Pieragnoli - sappiano cogliere questa nuova opportunità di tornare a fare acquisti presso i negozi al dettaglio di fiducia, bloccati dall'11 marzo a causa del lockdown. Il mio invito è a sostenere queste attività commerciali e a rivolgersi a loro che sono la tradizione e la forza del nostro tessuto economico, invece che alle grandi piattaforme online. Confcommercio è a disposizione degli imprenditori per le corrette modalità di svolgimento di questo servizio a domicilio".

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