Coronavirus, albergatori preoccupati: "Perdite anche del 40%"

Confcommercio segnala il contraccolpo per il turismo pisano legato al blocco degli arrivi dalla Cina

Conseguenze economiche rilevanti nel pisano a causa del coronavirus. Le segnala Confcommercio, che se da un lato sottolinea la necessaria cautela per l'aspetto sanitario, dall'altro fa la conta dei danni legati al turismo. "In questi giorni - afferma il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli - sono fioccate a ritmo serrato le disdette dei tour operator e dei gruppi cinesi che avrebbero soggiornato nella nostra città. Anche se non uniformemente diffuso, alcune strutture alberghiere di una certa rilevanza denunciano una situazione davvero preoccupante, soprattutto nella bassa stagione, con danni economici assai significativi, nell'ordine del 40% delle prenotazioni. Ci sono imprenditori che temono che questo stato di cose possa aggravarsi ulteriormente, con conseguenze ad oggi imprevedibili. Per quanto ci riguarda monitoriamo la situazione in tempo reale e siamo a disposizion delle imprese del turismo".

Conferma le preoccupazioni Roberto Tommasoni, presidente di Confalberghi Confcommercio Pisa: "E' scoppiata una vera e propria psicosi che finisce per generare alcuni comportamenti irrazionali. Molto turismo cinese a Pisa è di tipo mordi e fuggi, con una incidenza sulla permanenza nelle strutture alberghiere non esagerata, ma altresì capisco benissimo la situazione di chi lavora con più insistenza su quei mercati e che si trova a dover fronteggiare una crisi improvvisa di queste proporzioni. Che quest'anno il mercato cinese sarà complicato è fuori discussione per cui a modificarsi saranno i flussi turistici sicuramente in entrata ma anche in uscita, con un riassetto complessivo dagli esiti ad ora non facilmente prevedibili. Vedremo ad esempio se e quali saranno i riflessi sul turismo interno".

E' all'opera intanto la task force della Regione Toscana per gestire la situazione, in particolare dopo la recente conferma che i due cittadini cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma con positività al coronavirus sono passati da Firenze, dove hanno soggiornato due giorni. La Regione ha immediatamente attivato l'indagine epidemiologica per individuare i possibili contatti a rischio (contatto stretto, ravvicinato e continuo).

"E' improbabile - dichiara il dottor Danilo Tacconi, direttore di Malattie infettive Asl Toscana sud est - che i due cittadini cinesi possano aver contagiato altre persone nelle varie città visitate, perché il virus si trasmette solo con un contatto molto ravvicinato ('contatto stretto'), con il quale si intende, secondo le indicazioni ministeriali: esposizione dovuta ad assistenza sanitaria, compresa assistenza diretta a pazienti affetti da coronavirus, lavorare con operatori sanitari infettati, visitare pazienti o permanere nello stesso ambiente di un paziente con coronavirus; lavorare a stretto contatto o condividere la stessa classe con un paziente; viaggiare con un paziente, con qualsiasi mezzo di trasporto; vivere nella stessa casa di un paziente".

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A seguito delle prime indicazioni del Ministero, Estar (Ente di supporto tecnico amministrativo regionale) ha immediatamente effettuato gli acquisti necessari, per una cifra complessiva di 200mila euro: mascherine (per ora 287mila, altre 11.500 arriveranno entro la metà di febbraio), e camici (135mila, altri 17mila sono in arrivo).
 

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