Coronavirus, situazione "delicata" per i ricoveri: vengono coinvolti gli ospedali più piccoli

Il direttore generale Ausl Toscana nord ovest Maria Letizia Casani fa il quadro: "Abbiamo ancora margini, ma occorre coinvolgere tutta la rete ospedaliera"

L'evolversi dell'emergenza Coronavirus ha portato la Regione Toscana a chiedere alle Asl di iniziare ad utilizzare in questa fase anche i piccoli ospedali per alleggerire la pressione sui presidi più grandi. Lo ha spiegato oggi, 3 novembre, il direttore generale Ausl Toscana nord ovest Maria Letizia Casani, che per il proprio ambito di competenza vede ad oggi 331 ricoveri, di cui 49 in terapia intensiva.

"Non si può parlare di ospedali saturi - evidenzia la dottoressa Casani - perché abbiamo ancora alcuni margini, ma la situazione è sicuramente delicata perché i positivi stanno aumentando in maniera importante. Il piano dell’Azienda per far fronte alla fase successiva della pandemia è quello di lavorare su tutta la rete ospedaliera, quindi sui nostri 13 stabilimenti ospedalieri, e insieme all’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana che rappresenta un nodo essenziale della rete. La finalità è quella di estendere il numero dei presidi coinvolti anche perché questa volta, in aderenza alle indicazioni regionali, vorremmo preservare il più possibile l’attività ordinaria no-Covid".

"Gli ospedali più piccoli interessati - prosegue - sono quelli che fanno parte del nostro sistema, come Pontremoli, Fivizzano, Barga, Volterra, Cecina e Piombino. Quindi, la risposta verrà fornita da tutta la nostra rete ospedaliera, anche perché questo è l’unico modo per assistere in maniera adeguata la cittadinanza, anche tenendo conto della difficoltà che abbiamo in questo momento (ed è un problema che non riguarda solo la nostra Azienda) a reperire il personale medico ed infermieristico di cui avremmo necessità". "Lo scopo - conclude - è anche questa volta di ridurre al minimo le modifiche all'attività ordinaria". 

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