Coronavirus: "Pressione sugli ospedali costante, prepararsi a più scenari"

Il professor Francesco Menichetti, direttore di Malattie infettive dell'Aoup: "Servono test rapidi a scuola e sui posti di lavoro"

La pressione sugli ospedali è costante e quotidiana. Per le prossime settimane bisogna invece prepararsi a più scenari e puntare sul tracciamento, potenziando il sistema dei test rapidi e portandolo dentro le scuole e i luoghi di lavoro. Ad affermarlo è il professor Francesco Menichetti, direttore di Malattie infettive dell'Aoup.

Professore, com'è la situazione degli ospedali a Pisa?

La sezione dell'ospedale di Cisanello dedicata al Coronavirus è piena, mentre nella bolla Covid del Santa Chiara, attivata circa un mese fa, sono occupati 7 posti letto su 8. Siamo quindi sostanzialmente al completo con l'aggravio di doversi muoversi su due diversi presidi. In totale si parla di una ventina di persone ricoverate, nessuna fortunatamente in terapia intensiva.

Cosa si aspetta nelle prossime settimane?

Mi aspetto una pressione costante e quotidiana. Al momento abbiamo una media di 2/4 ricoveri al giorno. Numeri che riescono a garantire un certo turnover tra dimessi e nuovi pazienti. Speriamo che la situazione non peggiori, ma quando si lavora con queste epidemie bisogna sempre prepararsi a più scenari. Ricordo che nel momento del picco, tra marzo e aprile, i pazienti ricoverati a Cisanello erano circa 200. Tutto l'ospedale era praticamente dedicato solo al Covid.

C'è chi dice che il virus si è indebolito. Lei cosa ne pensa?

Il virus è sempre lo stesso. Se incontra una persona fragile è in grado di ammalarlo ed ucciderlo, come purtroppo abbiamo visto anche qui a Pisa recentemente.

In questi giorni ci sono state polemiche anche sui tamponi. Dal punto di vista del tracciamento cosa si può fare migliorare la situazione? 

I tamponi nasofaringei sono uno strumento diagnostico pensato per le persone malate. Oggi vengono utilizzati per fare screening ma è chiaro che può capitare di fare un test a una persona che ha il virus ancora in incubazione e che quindi il risultato sia negativo. Bisogna potenziare il sistema dei test antigenici, i cosiddetti test rapidi, che sono più semplici da effettuare hanno una discreta affidabilità e permettono di avere il risultato in pochi minuti. Bisogna poi aumentare il numero di postazioni diagnostiche, portandole dentro le scuole e sui luoghi di lavoro.

Coma mai in Italia il numero di nuovi malati è oggi molto inferiore rispetto a quello di altri Paesi europei?

Se ci guardiamo intorno vediamo che in Francia, Spagna e Regno Unito ci sono molte più persone colpite dal virus che da noi. Ma la spiegazione per me è semplice: questi Paesi sono usciti prima dal lockdown e la chiusura è stata meno rigorosa che in Italia. Per questo dico ai vari profeti del pallone e del pubblico allo stadio che ci sarà tempo per vedere le partite. Non dobbiamo mai dimenticarci cosa è successo dopo la partita Atalanta-Valencia giocata a Bergamo. Oggi dobbiamo puntare sulla riapertura della scuola e delle università.

A proposito di Università cosa ne pensa di quanto è accaduto a Pisa e delle polemiche che ne sono scaturite?

Penso che bisogna lavorare per riaprirla, ma con prudenza e senza correre perchè, come dico sempre, correndo c'è il rischio di rompersi una gamba e poi di dover star fermi altri due mesi. Bisogna fare le cose con gradualità e senza fratture istituzionali. Tutti devono stare dalla solita parte.

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