Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Coronavirus in Toscana, Giani: "Non generare terrore, speranze di rimanere in zona arancione"

Il governatore della Regione si mantiene ottimista in vista del prossimo monitoraggio del Cts. Ipotesi riaperture ristoranti a cena in zona gialla

"Oggi ho avuto segnali tranquillizzanti perchè i contagi, nonostante mercoledì sia il giorno che solitamente registra più casi, sono poco più di 800. Mercoledì scorso erano più di 900. Quindi significa che quantomeno si sta un po' stabilizzando il trend di crescita". E' quanto afferma, a margine di una conferenza stampa, come riporta l'Agenzia Dire, il governatore della Regione Toscana Eugenio Giani che commenta i dati del bollettino Covid di oggi.

Coronavirus in Toscana: il bollettino del 24 febbraio
 

"Sarebbe bello vedere il trend stabilizzato", aggiunge. Il governatore conferma di avere "ragionevoli speranze che domani l'altro il comitato tecnico scientifico possa considerare il nostro Rt tale da mantenerci in zona arancione, esorcizzando quindi la tendenza alla zona rossa che molti giornali hanno enfatizzato stamani. Cerchiamo di essere equilibrati e di non generare terrore nella gente in un momento come questo". La Toscana, rivendica Giani, "ha dati che sono sostanzialmente stabili che possono mantenerci in zona arancione. Detto questo dobbiamo isolare quei casi che manifestano una tendenza alla crescita". Di qui la decisione di applicare la zona rossa a Cecina (Livorno) a seguito di un colloquio proprio fra il presidente della Regione e il sindaco: "Lo stesso processo - fa sapere ancora Giani - potrebbe esserci in altri comuni, ma una decisione definitiva non è stata ancora presa. Molti sindaci hanno assunto, senza dover arrivare alla zona rossa, dei provvedimenti da fascia super-arancione. Oggi a Montale (Pistoia) il sindaco chiuderà i giardini dove ha visto che si concentravano di più le persone, in altri luoghi i focolai erano nelle scuole e saranno chiuse le scuole". In definitiva la Toscana punta su misure e restrizioni calibrate che, secondo Giani, possono essere sufficienti a stabilizzare la situazione così "da avere il respiro per fare la vera cosa che conta per superare il Covid: le vaccinazioni".
E proprio sui vaccini il governatore fa il punto continuando a chiedere maggiori forniture: "Siamo a quasi 270mila persone vaccinate, cominciamo a ragionare su un muro che ha superato le fondamenta. Deve diventare una grande muraglia, spero che possano arrivarci sempre più vaccini dallo Stato e dall'Ue per poter ergere la difesa più efficace contro il Coronavirus".

Ipotesi riaperture

Dialogo aperto con Roma per prevedere modifiche al prossimo decreto che dovrà sostituire quello in scadenza il 5 marzo. Tema caldo è quello dei ristoranti alle prese da settimane con la chiusura serale e per i quali si sono alzate voci, bipartisan, per chiedere la riapertura.
"È un dibattito che stiamo facendo come presidenti delle Regioni con Draghi per prevedere modifiche al Dpcm. Nel sistema delle regole stiamo ipotizzando di prevedere quando si è in zona gialla di riaprire, fissando criteri molto rigorosi, ristoranti in prima serata, teatri, aree da concerto, piscine e palestre. Questo potrebbe essere accolto nel primo Dpcm dell'era Draghi - sottolinea Giani - si tratta però di interventi che i cittadini non devono identificare con quello che si può fare domani in Toscana, perchè siamo in zona arancione, ma nella previsione di rientro in zona gialla il Dpcm potrebbe prevedere cose diverse". Una possibilità di riapertura che sembra però al momento essere una strada sbarrata come fatto capire dal ministro della Salute Roberto Speranza che in Senato ha fatto il punto sull'andamento della pandemia sottolineando come, al momento, non ci siano le condizioni per allentare le misure anti-Covid,

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