Ospedali, in manette tre rappresentanti di dispositivi medici: regali in cambio di favori

Indagati anche una quindicina di sanitari che avrebbero ricevuto regali e viaggi in cambio di agevolazioni per favorire l'acquisto dei dispositivi medico-chirurgici venduti dai tre imprenditori arrestati. Indagini anche all'ospedale Cisanello

Ci sarebbero anche sanitari dell'ospedale Cisanello di Pisa nell'indagine condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dai pm fiorentini Luca Turco e Giuseppina Mione che ha portato a scoprire un giro di corruzione all'interno di molti ospedali toscani. L’ipotesi, le indagini sono tuttora in corso, è che alcuni imprenditori del settore dei dispositivi medico chirurgici siano stati avvantaggiati nelle gare per le forniture ospedaliere. In tutto sono una quindicina i medici indagati. Dottori che avrebbero ricevuto benefici sotto forma di viaggi per convegni, prodotti high tech (come smartphone e tablet) e vestiti griffati, in cambio di vantaggi per favorire l'acquisto di dispositivi, in particolare gli stent coronarici usati per curare gli infarti, da parte degli ospedali.

Ieri dunque è stata disposta la misura cautelare, emessa dal gip Angelo Antonio Pezzuti, per tre rappresentanti di dispositivi medici: R.B., 78 anni, e i figli di 52 e 54 anni. L’ipotesi è quella di corruzione. 

Secondo i finanzieri, fra imprenditori e medici non ci sarebbe stato un passaggio di mazzette ma continui regali e, in un caso, addirittura l'assunzione di un parente. In cambio, i tre rappresentanti avrebbero goduto di una corsia preferenziale per far acquistare i loro prodotti agli ospedali. I sanitari avrebbero anticipato agli imprenditori i contenuti dei bandi indetti dall'Estav, l'ente regionale che centralizza gli acquisti delle Asl, oppure avrebbero utilizzato il loro ruolo per influenzare la stesura dei bandi, facendo in modo che richiedessero prodotti corrispondenti a quelli venduti dai tre imprenditori. Non sono comunque stati sollevati dubbi sulla qualità delle protesi. Al momento inoltre sono stati esclusi collegamenti tra gli imprenditori e le case produttrici, quest’ultime estranee alla vicenda.  

Le Fiamme Gialle hanno raccolto dati sulle forniture all’interno dei nosocomi, oltre a Cisanello, anche gli ospedali fiorentini di Careggi, Ponte a Niccheri e Torregalli. Disposte perquisizioni anche in Emilia Romagna, Lombardia, Liguria e Piemonte.

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