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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Crisi pandemica e poco sostegno: chiuse per protesta le piscine

La società che gestisce le strutture di Pisa, Abc Sport, aderisce alla mobilitazione lanciata a livello nazionale per il 6 febbraio

La società Abc Sport Pisa, che gestisce le due piscine di Cisanello e la comunale del Piazzale dello Sport, aderisce alla giornata di protesta di domenica 6 febbraio. Le strutture quindi rimarranno chiuse. La mobilitazione è stata lanciata a livello nazionale da Agisi, Assonuoto, Insieme si Vince, Piscine del Piemonte, Piscine Emilia Romagna e Sigis, riunite nel Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori, rappresentato a livello nazionale da Marco Sublimi. A queste si aggiunge il sostegno di Forum Piscine che da sempre rappresenta il punto di rifermento del comparto Piscine a livello internazionale.

Alla base della protesta le difficoltà di gestione e le perdite economiche dovute alla pandemia. "Su 23 mesi di pandemia - spiega il coordinamento - 10 li abbiamo passati chiusi mantenendo tuttavia costi enormi che ci hanno generato perdite molto significative. Le piscine sono state le prime a chiudere e le ultime ad aprire. Le piscine sono state le prime (6 agosto 2021) ad aver imposto l’obbligo di ingresso con Green Pass e, nonostante ciò, lavoriamo ancora al 40% della capienza in ragione dei limiti Covid (di fatto mai allentati)". Spaventa poi l'aumento delle bollette e il calo dei frequentatori.

"Da mesi, come Coordinamento Nazionale Gestori Piscine, abbiamo alzato un forte grido di allarme a tutte le istituzioni, a partire dal Governo. Lo abbiamo accompagnato, con grande senso di responsabilità, a proposte concrete (estensione 110% a tutta l’impiantistica, sostegni sul caro utenze, moratoria sui debiti contratti per investimenti, protocolli di gestione più efficaci) ma siamo rimasti totalmente inascoltati a livello centrale".

La richiesta riguarda vari aspetti del sostegno alle società. "L'azione degli ultimi due Governi si è caratterizzata per una totale inconsistenza sui ristori che realisticamente avrebbero potuto allentare la pressione sulle società di gestione degli impianti natatori. Lodevole l’attenzione finalmente data al settore piscine nel decreto ristori di queste ore, purtroppo ancora una volta insufficiente a sostenere la crisi di questo periodo. Nessuno, in oltre un anno e mezzo, ha saputo cogliere la differenza tra impianti sportivi 'energivori' e 'non energivori' e poco o nulla è stato fatto in questo senso". Chiesti quindi 150 milioni di intervento, insieme all'estensione dell'Ecobonus 110% agli impianti natatori. Sul 'caro bollette' "è indispensabile che il Ministero dello Sviluppo Economico annoveri le piscine negli aiuti previsti per gli impianti energivori".

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