Cronaca

Crisi Covid, Pisa Pesca: "Zero ristori e pochi clienti, Governo e Regione si sono dimenticati di noi"

Il negozio denuncia una situazione insostenibile: "Possiamo stare aperti, ma di fatto non lavoriamo. E il Cashback non ci aiuta"

Nessun Dpcm gli impone la chiusura, e così il negozio Pisa Pesca di Titignano (Cascina), vive una doppia beffa. Da una parte pochissimi clienti in negozio. Dall'altra, nessun contributo previsto dai Decreti Ristori. Una situazione ormai insostenibile che Massimo Carlotti, titolare dell'attività sulla strada Tosco-Romagnola, ha deciso di denunciare, dopo aver scritto al presidente della Regione Eugenio Giani.

"Dopo il lockdown primaverile pensavamo che il peggio fosse alle spalle, invece dal 13 novembre, quando la Toscana è diventata Zona Arancione, viviamo un'altra, durissima crisi - racconta Carlotti - di fatto possiamo lavorare, ma senza clienti. Una situazione aggravata dall'ordinanza regionale che impediva di praticare la pesca sportiva e dilettantistica al di fuori del comune di residenza, e che si è esasperata con il passaggio in Zona Rossa, che ha completamente vietato queste attività. Le limitazioni hanno completamente azzerato per un mese e mezzo la vendita di articoli del settore, togliendo quel poco di ossigeno alle piccole imprese come la nostra. Tra l'altro ricordiamo che lo sport della pesca non crea alcun assembramento, e può essere praticato nel pieno rispetto delle regole".

A questa situazione si aggiunge la completa mancanza di aiuti o contributi dice il titolare di Pisa Pesca: "Il nostro lavoro è la vendita al dettaglio di articoli da pesca sportiva e amatoriale, codice Ateco 47.64.1, e non rientriamo in nessuno dei decreti che prevedono i cosiddetti ristori, e ad oggi non abbiamo visto soluzioni. Ma noi con quali incassi dovremmo sopravvivere? Dalla Regione aspettiamo risposte concrete per tutte quelle categorie come la nostra che strette fra l'incudine e il martello rimarranno schiacciate".

L'introduzione del Cashback e quella, prevista dal 1 gennaio 2021, della Lotteria degli scontrini, non agevolano l'attività, "anzi - prosegue Carlotti - sono solo obblighi che ostacolano il nostro lavoro. Per quanto mi riguarda ho preferito applicare direttamente uno sconto sul materiale in negozio e non aderire a un sistema che comporta costi fissi esagerati, come il noleggio del Pos e le commissioni su ogni transazione. Ancora peggio con la Lotteria degli scontrini, che ci impone un ulteriore e costoso adeguamento del registratore di cassa".

"Governo e Regione devono aprire gli occhi e rendersi conto che ci sono moltissimi negozi, come Pisa Pesca, che non ce la faranno a sopravvivere - commenta il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli - se questa schizofrenica politica di chiusure prosegue e non si sostengono adeguatamente le attività sarà la fine per migliaia di imprese, e bene fanno i commercianti a denunciare le storture che rischiano di distruggere il tessuto economico del nostro territorio".

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