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La protesta degli studenti durante la riunione della conferenza regionale

La protesta degli studenti durante la riunione della conferenza regionale

Borse di studio universitarie e Coronavirus: "Tanti studenti a rischio abbandono"

Le linee guida elaborate per ottenere il beneficio nell'anno accademico 2020/2021 non convincono Sinistra per...: "Per la Regione la crisi la pagano gli studenti"

Sinistra per... boccia i nuovi requisiti proposti dalla Regione Toscana per ottenere la borsa di studio universitaria in seguito all'emergenza sanitaria determinata dal Coronavirus. Oggi, 2 luglio, si è infatti tenuta la conferenza regionale per definire le nuove linee guida del bando relativo all'anno accademico 2020/2021. Alcune settimane fa il sindacato studentesco aveva proposto "una riduzione dei requisiti di merito" per accedere al contributo e una proroga delle relative scadenze.

"La Regione - spiega in una nota Sinistra per... - ha proposto una riduzione di 5 Cfu per le università e di 10 Cfu per gli Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica), dicendo che verranno aggiunti ai crediti bonus già esistenti. Inoltre ha proposto la divisione in due graduatorie dove nella seconda graduatoria parteciperanno coloro che hanno ricevuto il bonus Covid-19 con una riduzione della borsa all’80% minimo. Rispetto al posto letto e ai servizi gli studenti con questo bonus ne usufruiranno solo dopo la prima graduatoria anche se sono stati in residenza fino a poco tempo fa".

Una proposta ritenuta "inutile e per nulla incisiva" da parte di Sinistra per... che aveva una riduzione "di 12 Cfu per i primi anni e di 18 Cfu per gli anni successivi" chiedendo di allungare la scadenza per il conseguimento dei crediti necessari per l'ottenimento della borsa di studio fino a settembre.  "Questa manovra - prosegue Sinistra per... - condannerà tantissimi studenti a perdere la borsa di studio e i pochi che riusciranno a mantenerla si ritroveranno con una borsa di studio ridotta per affrontare una fase di crisi. La Regione dopo anni di dichiarazioni sulla propria volontà di mantenere un diritto allo studio inclusivo ha deciso di lavarsi le mani del problema e penalizzare gli studenti e le studentesse. Chiediamo che tale decisione venga riconsiderata e che venga accolta la nostra proposta per evitare l’abbandono del proprio percorso accademico di tanti studenti e studentesse".

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