Cronaca

Riaperture, Confcommercio e Confesercenti critiche: "Create disparità tra esercenti"

Le associazioni di categoria manifestano perplessità sul decreto del premier Draghi in arrivo. Dubbi sul coprifuoco alle 22 e sul diverso trattamento per chi ha posto all'aperto e chi no

Male sul coprifuoco e sulle differenze tra la ristorazione all'aperto e al chiuso. Aldo Cursano, presidente di Fipe Confcommercio Toscana, è duro sulle scelte intraprese dal Governo con il piano per le riaperture: "Queste situazioni fanno male. Si continuano a fare discriminazioni", ma soprattutto "non ci stanno mettendo nelle condizioni di vivere del nostro lavoro, con dignità. E' questa la vera ferita", confessa all'Agenzia Dire durante la manifestazione degli ambulanti organizzata a Firenze. C'è poi tutto il tema degli accessi ai locali, tra passaporto vaccinale e tamponi. "Tracciamento, tamponi? Ma chi li paga?", chiede. "Non il consumatore e noi non siamo in grado, perchè abbiamo bisogno di sostegni economici". Si tratta, quindi, di "un modo per spostare le responsabilità" ma "siamo fuori tempo massimo, le imprese non possono più assistere al loro fallimento da testimoni impotenti". A Firenze "protestiamo anche qui in un modo rispettoso e democratico, ma è chiaro che l'esasperazione sta portando a rompere un equilibrio sociale che penso sia doveroso preservare, perchè patrimonio di tutti". Le categorie economiche, in sostanza, anche nel capoluogo toscano giudicano con diverse perplessità le misure che accompagnano questa nuova ripartenza.

Se Cursano lo dice senza mezzi termini, i mal di pancia arrivano anche da Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana: quello del 26 aprile "intanto è un primo passo, ma sui ristoranti è stata fatta un'operazione sbagliata, perchè crea figli e figliastri tra chi ha lo spazio esterno e chi no". Una disparitàche rappresenta "un grave danno per le imprese". Detto questo, "ci ricordiamo dello scorso maggio quando fu bomba libera tutti: noi ora chiediamo riaperture in sicurezza e controlli, perchè sennò tra due mesi siamo alle stesse". Il punto, infatti, "è riaprire e non chiudere piu'". Gronchi, quindi, commenta anche la protesta dell'altra piazza, quella di Tni che ieri ha bloccato l'autostrada A1. "C'è un momento di grandissima sofferenza da parte delle imprese. Ben vengano le proteste, ma grande attenzione a come vengono fatte. Oggi qui la protesta è civile, chi sceglie altro poi se ne assume la responsabilità", dice. Il provvedimento sui ristoranti, aggiunge infine il direttore di Confcommercio Toscana, Franco Marinoni, "è una risposta parziale che crea discriminazione. Va bene se il primo maggio, come abbiamo chiesto noi, si riparte davvero con il lavoro per tutti". In questo contesto "il coprifuoco alle 22 è incompatibile con la ripresa delle attività. Per questo abbiamo chiesto che parta dalle 24: mi dicono di una proposta di mediazione, per le 23, che forse consentirebbe un minimo di lavoro la sera".

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