Dpcm, Conti: "Imprese al collasso, si poteva chiudere alle 22, pensiamo ad un ricorso"

Il sindaco di Pisa è intervenuto nel programma radiofonico '24 Mattino' su Radio24 criticando la decisione del Governo

Il sindaco di Pisa Michele Conti è intervenuto stamani, 27 ottobre, nel programma radiofonico '24 Mattino' su Radio24 condotto da Simone Spezia. Il tema era l'ultimo Dpcm, con la chiusura alle ore 18 di molti locali. Alla domanda su un possibile ricorso contro il provvedimento governativo, annunciato da Salvini, Conti conferma che "lo stiamo valutando, ma non è l'unica arma che abbiamo. Sicuramente la situazione è complessa e complicata, io parlo per la città di Pisa che amministro da due anni e mezzo. Posso dire che le attività, le imprese, sono al collasso. Questa nuova idea di chiudere alle 18, soprattutto la ristorazione, sta creando una serie di problematiche in diverse città italiane". 

La necessità ribadita dal premier Conte di ridurre le occasioni di assembramento trova d'accordo Conti solo parzialmente: "Sicuramente questo è vero per l'aspetto di carattere medico ed epidemiologico, che si possono creare situazioni di contagio, però prendiamo ad esempio i teatri: ambienti molto grandi, che avevano già messo insieme un sistema di rispetto delle regole con distanziamento, con numeri ridotti ai minimi termini. Qua si dà il colpo di grazia su tutto il sistema culturale. E già ieri, non soltanto a Pisa, c'è stata questa rivolta da parte dei teatri, che quasi tutti sono comunali, quindi in qualche modo sono anche spazi pubblici, sui quali si poteva intervenire in qualche modo. Io credo che questa sia una ingiustizia che va fortemente a colpire il settore della cultura".

Cosa si poteva fare di diverso? Conti ripercorre cosa era in corso di realizzazione a Pisa: "Questa settimana avevo organizzato in questa maniera: nelle zone della movida e soggette ad assembramenti ho fatto un accordo con le due associazioni di categoria (Confcommercio e Confesercenti, ndr) che si sono pagate una guardiania privata ed hanno collaborato con i nostri vigili urbani contingentando coloro che frequentavano i locali. Ho visto poi che il resto delle attività aveva già distanziato i tavoli, messo insieme tutti i meccanismi previsti dai Dpcm precedenti, quindi la ristorazione tradizionale era in sicurezza, con numeri già ridotti. Credo che almeno le 22 si potessero prevedere tranquillamente, anche perché il Consiglio dei Ministri ha detto che i bonifici - il ristoro per le chiusure - arriveranno celermente, mi auguro che arrivino e che queste attività, in una città turistica come la nostra e quindi fortemente compromessa, non debbano chiudere. Si parla di 400 imprese secondo le associazioni di categoria". 

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