Dpcm, Cna: "Chiusure creano crisi che colpisce molti settori"

Sono "migliaia le imprese a rischio" secondo le delegazioni Cna Horeca, Bus, Taxi e Ncc, che chiedono sostegno al Governo

"Quanti altri Dpcm dovremo attenderci? Dato che siamo in autunno e l’inverno terminerà a marzo 2021, quante altre restrizioni ci saranno? Diciamo questo non per spirito polemico, ma perché dobbiamo sapere cosa dire alle imprese. Perché un’impresa grande o piccola che sia, non lavora alla giornata, ma programma la propria attività". Il portavoce del settore Cna Horeca Pisa Daniele Fagiolini si aggrega al coro delle critiche alle misure per le imprese dell'ultimo provvedimento governativo del 24 ottobre, parlando del rischio di "una crisi sociale pericolosa e senza precedenti nella storia repubblicana".

Cna chiede "ristori reali commisurati alle perdite subite, immediati e destinati a tutte le imprese interessate dal provvedimento in aggiunta alla sospensione delle cartelle esattoriali, alla cancellazione dell’Imu, ai crediti d’imposta per affitti e bollette, alla cassa integrazione per i dipendenti". La ristorazione bloccata "si riflette negativamente su molti altri settori: operatori dello spettacolo, trasportatori, tassisti e ncc, tintolavanderie, operatori turistici, alberghi, arredatori, mercati ambulanti ed altro ancora".

"Sarebbe, ed è, stato sicuramente più efficace assicurare la distanza interpersonale sui trasporti pubblici - ha aggiunto Riccardo Bolelli portavoce Cna Bus nazionale e di Pisa - avvalendosi delle disponibilità che abbiamo più volte dichiarato dei mezzi delle imprese private del trasporto persone con le quali stiamo già lavorando a sostengo del TPL, e confidiamo che gli stanziamenti aggiuntivi messi a disposizione dalla Regione Toscana e l’abbassamento delle capienze possano davvero offrire una risposta efficace ai rischi di contagio e un maggiori utilizzo delle nostre flotte. Necessari anche maggiori controlli a bordo".

"Manca però il supporto al TPL che potrebbe essere offerto dalle vetture di autonoleggio e taxi. Su questo fronte niente ancora è stato fatto - lamentano Claudio Sbrana Cna Taxi Pisa e Roberto Lucarelli Cna Ncc Pisa - né gli interventi per le città d’arte, né misure concrete di integrazione dei nostri servizi con il TPL. Più controlli mirati e meno interventi a pioggia avrebbero sortito risultati maggiormente efficaci sul fronte della prevenzione. Ora confidiamo che i 4 milioni di euro in più messi dalla Regione Toscana, porti migliori servizi ai cittadini e del lavoro anche a noi".

Cna chiede, infine, "da subito la convocazione di un tavolo permanente di confronto operativo, con le Parti Sociali a livello provinciale e almeno in tutti i comuni più grandi, che hanno firmato i protocolli di sicurezza, per riprendere i proficui confronti aperti a primavera".  

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