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Covid e settore cultura: "Tante criticità, serve strategia per i prossimi mesi"

Il Comitato degli operatori dello spettacolo dal vivo di Pisa chiede l'immediato avvio di un tavolo di confronto con l'amministrazione

Il Comitato degli operatori dello spettacolo dal vivo di Pisa chiede all'amministrazione pisana di "costruire una strategia per i prossimi mesi" nel settore cultura della città, che con l'emergenza Coronavirus rischia di crollare. Si accumulano vecchi e nuovi problemi, che per essere contrastati necessitano di "un piano coerente di gestione della crisi, che tenga conto dei reali bisogni, delle complessità e delle potenzialità del settore". 

Il gruppo riconosce "l'attitudine all'ascolto e le buone intenzioni della Commissione Consiliare Cultura e degli assessori interessati", ma registra "il mancato avvio di un iter formale per la costituzione del tavolo istituzionale e di confronto, che da mesi chiediamo a questa amministrazione e che la stessa Commissione consiliare Cultura, all'unanimità dei suoi componenti, ha valutato positivamente".

Sul banco vari problemi, fra cui i bandi per gli affitti ed i contributi a sostegno delle associazioni culturali. "Annunciato per giugno, il bando affitti è stato pubblicato solo a novembre. Contestualmente anche il bando ordinario per i contributi alle associazioni culturali, pubblicato qualche giorno fa, presenta numerose criticità che non sembrano fotografare la situazione emergenziale che stiamo vivendo. Abbiamo chiesto a gran voce questo bando nelle occasioni di confronto con l'Amministrazione Comunale, ma forse ci saremmo aspettati altre tempistiche o quantomeno altri criteri alla luce della situazione attuale". 

Fra gli elementi critici segnalati dal Cosv c'è "la premialità di 25 punti assegnata automaticamente ai soggetti aderenti al progetto Pisa Capitale della Cultura", che "risulta fortemente discriminante per tutti quei soggetti, che per qualsiasi ragione, non abbiano sottoscritto l'adesione al progetto Pisa Capitale della Cultura, il cui esito qualche giorno fa ha escluso tra l'altro Pisa dalle 10 città finaliste. Inoltre la premialità di soli 5 punti sulla quantità e la qualità degli eventi, già presente nel bando dello scorso anno, sembra svilire l'operato di tanti che si impegnano da anni in una programmazione continuativa e spesso di rilevanza nazionale". In più "risulta stridente un bando che premia le attività 'ordinarie' in un anno 'straordinario' in cui è risultato difficile, se non impossibile, realizzare e programmare attività culturali ordinarie".

Il bando contributi ha poi problemi 'storici': "Le tempistiche di uscita del bando, quasi sempre tra novembre e dicembre, non permettono di programmare e sviluppare progettualità coerenti e di ampio respiro, per questo chiediamo che dal prossimo anno sia possibile la pubblicazione di bandi e finanziamenti entro e non oltre il primo trimestre dell'anno". Un bando unico per tutte le attività ordinarie culturali inoltre "sembra non fotografare la molteplicità di soggetti e di progetti messi in atto dalle varie realtà culturali, riteniamo sia importante differenziare non solo le tempistiche ma anche le modalità di finanziamento e i destinatari delle azioni, affiancando ai bandi ordinari bandi mirati per azioni, che incentivino la costruzione di progetti di ampio respiro e di partenariati strategici, guardando al modello di bandi europei. Un bando di questo tipo sembra penalizzare le realtà professionali, che danno lavoro ai propri dipendenti, per questo riteniamo che possano essere ammesse tra le spese ammissibili e rendicontabili anche i pagamenti/giornate lavorative dei dipendenti, nonché le contribuzioni Inps dei medesimi dipendenti". 

Un anno complesso: "Anche l'operazione estiva a sostegno degli artisti, escludendo il coinvolgimento diretto degli operatori culturali, 'Fuori teatro' del Giardino Scotto, sta rivelando alcune criticità e che gli stessi artisti coinvolti, a cui va tutta la nostra solidarietà, lamentano pubblicamente di non aver ancora ricevuto i compensi pattuiti per un ennesimo rimbalzo di competenze tra amministrazione e Fondazione Teatro Verdi".

"Al netto di tutto questo - conclude Cosv Pisa - ci chiediamo pertanto quale strategia di gestione si voglia intraprendere per i prossimi mesi al fine di evitare lo smantellamento dell'intero settore culturale cittadino e dell'indotto ad esso collegato".  

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