Cronaca

Rischio crolli alla Certosa di Calci: sei milioni di euro per salvare l'edificio

L'architetto Ciafaloni della Soprintendenza di Pisa ha sottolineato le criticità del monumento calcesano, un'edificio di grande valore che rischia però di finire sempre più nel degrado. Lo stesso architetto aveva paragonato Pisa a Pompei

SOS. Richiesta d'aiuto dalla Certosa di Calci che sta sprofondando sempre più nel degrado e nel pericolo di crolli. A fare il quadro della situazione l'architetto Marta Ciafaloni, della Soprintendenza di Pisa, parlando, a margine della sigla dell'accordo con la Fondazione Pisa per il recupero del tetto della Chiesa dei Cavalieri, delle risorse necessarie per effettuare un intervento integrale di recupero del monumento calcesano, circa sei milioni di euro.
La stessa Ciafaloni, lo scorso febbraio, aveva paragonato Pisa a Pompei, evidenziando il pericolo crolli in molti monumenti del territorio: tra questi era appunto stata già sottolineata la criticità della Certosa.


LA CERTOSA. Fu fondata nel 1366 e tra gli ambienti più interessanti del monastero vi è la Foresteria Granducale, chiamata così perché riservata ai sovrani di Toscana, con pregevoli stucchi del Somazzi e affreschi a figure allegoriche di Pietro Giarré. Il refettorio attuale è il risultato della trasformazione del primitivo ambiente trecentesco: tra le testimonianze più antiche è senz'altro l'affresco con l'Ultima Cena di Bernardino Poccetti del 1597, mentre il resto delle decorazioni parietali, compiute nel 1773, sono di Giarré. Sul secentesco chiostro grande, con al centro la monumentale fontana ottagona, si aprono le celle dei monaci, ciascuna concepita come unità abitativa composta da più stanze. Degni di nota anche l'appartamento del priore, la biblioteca, l'archivio storico e la farmacia. L'ala ovest della Certosa ospita attualmente il Museo di storia naturale e del territorio dell'Università di Pisa.

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