Cronaca

Dalla moda alla carta, in toscana grazie a progetto del Sant'Anna l’ 'impronta ecologica' di prodotti e servizi è certificata

L'Istituto di Management coinvolto nel progetto europeo per conciliare qualità "sostenibile" e competitività delle imprese con particolare attenzione alle province di Firenze, Pisa, Lucca e Piostoia; l'Ue ha scelto altri distretti industriali dal Piemonte alla Campania per misurarne l'impatto ambientale

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Conciliare la qualità ambientale dei prodotti e la competitività delle imprese che, in Toscana, danno vita agli anelli fondamentale della filiera nel settore della moda, concentrata nelle province di Firenze e di Pisa, e di quella cartacea, a cavallo tra Lucca e Pistoia. E' l'obiettivo principale del nuovo progetto "Prefer", acronimo di "Product environmental footprint", lanciato oggi dall'Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e finanziato dalla Commissione Europea attraverso il fondo "Life Plus" con una dotazione di oltre 1 milione e 500mila euro. Entro dicembre 2016 i ricercatori definiranno e testeranno la metodologia per valutare l' "impronta ecologica" di prodotti e di servizi, fondamentale per quantificare l'impatto sulle risorse ambientali di almeno otto prodotti selezionati in riferimento ad altrettanti contesti produttivi, compresi quelli toscani.

Oltre alla Toscana, dove il progetto sarà seguito dall'Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna, l'Unione Europea ha scelto altri distretti produttivi per lanciare il "Prefer", precisamente in Campania, in Emilia Romagna, in Lombardia, in Piemonte: in ognuna di queste regioni ne sono stati individuati due, all'interno dei quali i gruppi di ricerca saranno all'opera per tracciare l' "impronta ecologica" di prodotti e di servizi che rappresentano il tratto distintivo di ogni distretto produttivo. Dopo aver scattato la fotografia di questa particolare impronta, il passo successivo sarà l'individuazione di azioni per rendere più competitive - nel concreto - le prestazioni ambientali delle aziende. Insieme all'Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, che seguirà il progetto per la Toscana, sono coinvolti enti e altre istituziooni come Centrocot di Busto Arsizio, Consorzio dell'Asti ad Asti, Ervet a Bologna, Distretto di Nocera e Gragnano, in provincia di Salerno, Regione Lombardia.

L'applicazione dell' "impronta ecologica" permetterà di certificare "ambientalmente" i prodotti, in termini di impatto su aspetti di particolare rilevanza ecologiva quali i consumi idrici ed energetici, indicatori sui quali si stanno concentrando anche le attenzioni dei consumatori e che le stesse aziende usano come valore aggiunto per la qualità dei prodotti. "Le attività che saranno realizzate durante 'Prefer' - sottolineano i ricercatori dell'Istituto di Management della Scuola superiore Sant'Anna - consentiranno alle imprese coinvolte di migliorare le caratteristiche ambientali dei prodotti e dei servizi consentendo loro di utilizzare questo fattore come un elemento su cui accrescerne la competitività. Il progetto mira anche a sensibilizzare imprese, organizzazioni di categoria, associazioni di consumatori e altri soggetti sul tema della qualità ambientale dei prodotti, grazie a più di venti iniziative di formazione, seminari, conferenze sparse in tutta Italia".

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