Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Daspo ai tifosi pisani, l'avvocato Contucci: "Nessun agguato, realtà diversa dai filmati"

Abbiamo contattato il legale romano che segue la maggior parte dei tifosi coinvolti nei fatti di Empoli. Ecco il punto della situazione con i daspo non convalidati ed archiviati

Una passata manifestazione contro i daspo

Un lavoro senza sosta per l'avvocato Lorenzo Contucci per difendere 78 tifosi nerazzurri fermati dalla Questura di Firenze per i fatti di Pisa-Brescia dello scorso 17 settembre ad Empoli. Gli altri supporter rimasti coinvolti si sono rivolti invece ad altri professionisti (Giulia Padovani e Andrea Bottone, ndr), per un totale di 95 persone che sono state individuate dai filmati. Ora l'obiettivo è far evitare il daspo al maggior numero di tifosi.
Il professionista romano, da noi contattato, spiega che per tutti i sostenitori sotto la sua tutela è stata redatta una memoria difensiva individuale, tutte sono state inviate alla Divisione anticrimine della Questura fiorentina.

4 ARCHIVIAZIONI. “Ad oggi (ieri sera, giovedì 2 marzo, ndr) posso dire che ciascuna memoria viene esaminata singolarmente e 4 procedimenti amministrativi (daspo, ndr) sono stati archiviati”, precisa Contucci, che illustra una situazione che in certi casi sarebbe stata manipolata per mettere in risalto dei comportamenti criminosi che nella realtà dei fatti avevano tutt’altro tenore. Ad esempio, spiega l’avvocato, l’astrazione di singoli fotogrammi statici dai filmati interpretati in maniera del tutto faziosa: “In molti casi dei tifosi pisani sono stati individuati e riconosciuti perché nell’atto di allontanarsi dal luogo degli scontri si sono voltati indietro con la sola intenzione di tenere sotto controllo una situazione di potenziale pericolo. Questo gesto è stato interpretato come la volontà di fronteggiare e scontrarsi con la tifoseria bresciana e le forze dell’ordine”.

E’ molto preciso Contucci, che specifica come le posizioni dei tifosi nerazzurri schedati quel pomeriggio a Firenze non siano omogenee: alcuni si stavano allontanando, altri hanno “tenuto il territorio”, altri ancora hanno accettato lo scontro anche lanciando semplicemente un sasso o travisandosi il volto con una sciarpa. Le quattro persone che hanno visto archiviare la denuncia a loro carico possono ritenersi ormai fuori da questa vicenda, avendo visto riconoscere ed accogliere in pieno la difesa preparata dal legale romano.

19 DASPO EMESSI. “Ho inviato 19 ulteriori memorie difensive al Gip di Firenze, perché altrettante sono le diffide emesse. Le misure prevedono tutte l’obbligo di firma e variano da un minimo di 5 anni ad un massimo di 8 anni” continua Contucci, che spiega che di questi daspo cinque non sono stati convalidati dal Gip ed altri nove invece sono stati ridotti sotto il profilo dell’obbligo di firma.

“Ciò che è più importante è che un Gip ci ha dato atto del fatto che dai filmati, allegati a ciascuna memoria difensiva, si evince che non è avvenuto alcun agguato. Bensì è stata la tifoseria bresciana ad aver caricato per prima e ad aver cercato lo scontro con i tifosi pisani, che però hanno avuto il torto, se così si può dire, di non disperdersi ma di accettare la provocazione degli avversari” sottolinea Contucci.

IL QUADRO GENERALE. La situazione è in continuo aggiornamento, perché tutti i giorni arrivano notifiche che chiamano qualche tifoso a ritirare il daspo. La base comune sulla quale sono state emesse queste diffide è la violenza e la resistenza a pubblico ufficiale. “Un’accusa che è molto parziale - precisa ancora Contucci - perché questa violenza avviene al minuto 1.56 del filmato. Molti dei fotogrammi che ho citato prima, e che sono serviti alla Questura di Firenze per emanare i provvedimenti, sono stati presi in momenti totalmente differenti del filmato, senza alcuna indicazione temporale precisa. La nostra difesa ha giocato proprio su questa evidente incongruenza e devo ammettere che nella maggior parte dei casi la decisione presa dal questore fiorentino è stata smentita in toto”.

In conclusione, secondo il legale, ci troviamo agli estremi per una “querela di falso”, perché la chiara ed evidente inefficienza del servizio d’ordine predisposto per quel pomeriggio è stata coperta con l’emanazione di una mole sproporzionata di diffide. Sanzioni prese sulla base di capi d’accusa che sarebbero perlopiù falsi, quali lancio di fumogeni, pietre e l’utilizzo di materiale contundente, come dimostrano i filmati in possesso dello studio legale del dottor Contucci.

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