Cronaca

Daspo urbano: "Fumo negli occhi. Nomade con 236 denunce, tutti i giorni torna a rubare"

E' la posizione espressa martedì mattina dalle Rsu del Comune di Pisa, sentite in audizione in Commissione Consiliare

"Il Daspo urbano è tutto fumo negli occhi". E' questa la posizione dei rappresentanti delle Rsu del Comune di Pisa, sentiti in audizione questa mattina, martedì 14 novembre, in Commissione Consiliare in merito all'ipotesi di modifica del regolamento di Polizia Municipale per applicare in città il provvedimento previsto dalla legge Minniti. "Faccio solo un esempio - ha raccontato Stefania Quirigoni, agente della Municipale e rappresentante delle Rsu del Comune di Pisa - la scorsa settimana abbiamo fermato una ragazza nomade in zona Duomo che aveva a carico 236 denunce per furto e furto con destrezza oltre a una quindicina di espulsioni dal territorio comunale di Pisa. Tutti i giorni la prendiamo e viene denuciata a piede libero. Gli notifichiamo il foglio di via e il giorno dopo puntualmente ce la ritroviamo a rubare".

Durante la seduta i rappresentanti delle Rsu hanno anche sottolineato come al personale di Polizia Municipale non sia stata fornita alcuna formazione specifica sull'argomento. "Si fanno i provvedimenti - dice Federico Giusti, rappresentante delle Rsu comunali - ma non ci si preoccupa di spiegare agli agenti come operare nel pratico". Su questo aspetto aveva in realtà risposto ieri, sempre in Commissione, il questore di Pisa, Alberto Francini, spiegando, "che prima si prendono le decisioni e si adottano i provvedimenti, poi si decidono le modalità operative" sottolineando inoltre come a tutte le forze dell'ordine saranno fornite linee guida d'intervento comuni.

"Gli obiettivi del Governo e dei sindaci - afferma ancora Giusti - sono riportare gran parte delle funzioni della Polizia Municipale a logiche securitarie e di ordine pubblico e da qui nasce il nostro dissenso. Quello che vediamo è la concentrazione di interventi nei centri storici senza mai rimettere in discussione la politica urbanistica delle amministrazioni comunali che si sono succedute. Non vediamo inoltre profuse le stesse energie impiegate per le logiche securitarie (anche in termini di budget di spesa, impiego di uomini e pubblicità mediatica) per combattere la marginalità e l'esclusione sociale". Insomma la posizione delle Rsu è piuttosto netta. "Non servono nuclei cinofili della Polizia Municipale, ultima idea balenata al comandante e al sindaco - afferma ancora Giusti - servono agenti presenti sul territorio e in accordo con altre figure sociali e culturali".

Secondo le Rsu "l'amministrazione comunale concentra la Polizia Municipale nelle aree di rilevanza turistica, dove si trovano buona parte degli interessi delle associazioni dei commercianti, mentre interi quartieri vengono progressivamente abbandonati. Nei quartieri periferici dove vive gran parte della popolazione, gli agenti sono pochi e in ogni caso dovrebbero occuparsi di molto altro e non solo limitarsi all'ordine pubblico. Tra nuclei antidegrado, unità cinofile e daspo - concludono - corriamo il rischio di costruire una Polizia Municipale non funzionale ai bisogni della città ma solo per raggiungere gli obiettivi securitari dei sindaci".

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