Cronaca

Povertà: in un anno 275 famiglie si sono rivolte alla 'Cittadella della Solidarietà'

Tante le persone ricorse al 'supermercato' della Caritas che, attraverso una tessera a punti caricata tramite certificazione Isee, distribuisce alimenti ai più bisognosi. Il 44% sono italiani, fra loro molti 'nuovi poveri'

La 'Cittadella della solidarietà'

275 famiglie, per un totale di 780 persone sostenute in appena un anno di attività. Sono tanti coloro che si sono rivolti alla 'Cittadella della Solidarietà', il 'supermercato' della Caritas che attraverso una tessera a punti, caricata tramite certificazione Isee, distribuisce generi alimentari e di prima necessità ai più bisognosi. "Questi dati - racconta don Emanuele Morelli, direttore della Caritas Diocesana - danno un'idea delle dimensioni che la povertà rischia di raggiungere anche in contesti apparentemente meno gravati da marcati processi d'impoverimento come quello pisano".

Numeri che assumono un significato ancora più forte se si considera che alla struttura, che si trova nei locali della parrocchia di San Ranieri al Cep, si può accedere solo dopo un colloquio il Centro d'Ascolto di via delle Sette Volte. Le famiglie che vi si rivolgono sono per lo più di origine straniera (il 56%): in particolare albanesi, marocchine e macedoni che vivono da anni nel Pisano. Gli altri sono italiani e sono i cosiddetti 'nuovi poveri', cioè coloro che hanno perso il lavoro e non hanno comunque un reddito sufficiente per coprire le spese per affitto e utenze. "La caratteristica comune a tutti i nuclei familiari che seguiamo - prosegue don Emanuele Morelli - che siano italiani o stranieri, è quella di avere un reddito Isee annuo inferiore ai 5.700 euro".

Sugli scaffali della 'Cittadella della Solidarietà' si può trovare quasi di tutto ma ci sono alcuni alimenti che non possono mancare, come olio, farina, riso, pelati, zucchero, biscotti, pasta, legumi, latte e carne o pesce in scatola. "Prodotti basilari per l'alimentazione di ciascuno di noi - continua don Emanuele - che, se non è possibile a reperirli tramite raccolte o donazioni, devono necessariamente essere acquistati". In un mese la struttura distribuisce in media più di 2mila chili di generi alimentari di prima necessità distribuiti ogni mese. A questi poi andrebbero sommati i prodotti messi a disposizione dai soggetti, 21 in tutto tra associazioni, realtà del terzo settore istituzioni pubbliche e private, che sostengono la struttura in vario a modo.

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