Carcere Don Bosco: "Diciassette aggressioni negli ultimi 13 mesi"

I dati sono stati forniti dal comandante della Polizia Penitenziaria di Pisa, Vincenzo Pennetti

Diciassette aggressioni negli ultimi 13 mesi ai danni di agenti e personale sanitario: 14 di queste ad opera di detenuti stranieri. Sono i dati forniti questa mattina, 27 novembre, dal commissario capo Vincenzo Pennetti, comandante della Polizia Penitenziaria di Pisa. Pennetti è infatti intervenuto nel corso della II Commissione consiliare del Comune che aveva come tema all'ordine del giorno la situazione del carcere e le condizioni lavorative degli agenti.

Nel suo intervento Pennetti ha evidenziato diverse criticità, partendo dalle precarie condizioni strutturali dell'edificio. "Ci sono solai che stanno per crollare o che sono già crollati - ha affermato Pennetti - zone interamente puntellate e diversi problemi strutturali che influiscono anche sulla gestione dei detenuti. Vivere in 3-4 persone in stanze di 9 metri quadrati non aiuta sicuramente a vivere in modo sereno la prigionia". Il comandante della Penitenziaria ha quindi ricordato come il carcere "è stato progettato prima della Seconda guerra mondiale, ha quindi una concezione vecchia che non rispetta le norme che poi si sono succedute in materia. Primo tra tutti l’articolo 27 della Costituzione dove si sottolinea la necessità di pensare al reinserimento del condannato".

Una situazione che, "per assenza di risorse economiche e forse anche di volontà", non è stata sanata con interventi di ristrutturazione importanti. "Qualcosa è però cambiato con gli ultimi due direttori - ha continuato Pennetti - che hanno mostrato la volontà di rilanciare la struttura. A gennaio scorso è iniziata la ristrutturazione del reparto femminile, uno dei pochi reparti penitenziari d'Italia che utilizzavano ancora il bagno a vista. Una cosa indegna per un paese civile e che portato anche ad alcune condanne da parte del magistrato di sorveglianza su ricorsi presentati da alcune detenute. I lavori al reparto femminile dovrebbero terminare tra marzo e aprile: nel mentre le detenute, una trentina, sono state momentaneamente trasferite. Speriamo che questa ristrutturazione sia il punto di partenza per una riqualificazione complessiva della struttura".

I reclusi presenti al Don Bosco sono attualmente 280, di cui 165 stranieri, di varie nazionalità, e 115 italiani. "Una miscellanea di persone - ha proseguito Pennetti - che per cultura, lingua, religione e modi di vivere differenti è difficile da far convivere. Alcune di queste persone risultano inoltre particolarmente aggressive e sempre pronte a reagire fisicamente al personale". A peggiorare la situazione la chiusura, dal 2015, degli ospedali psichiatrici giudiziari che sono stati sostituiti dalle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems). "Il Rems di Volterra - ha spiegato il comandante della Penitenziaria - può ospitare solo 14 persone. Dai dati che mi hanno fornito i nostri esperti al Don Bosco sono presenti 90 soggetti malati, che hanno avuto a che in passato con strutture psichiatriche e che sono seguiti e curati con psicofarmaci. Quando ci portano soggetti del genere il nostro sistema entra in crisi: non siamo infermieri o psicologi e non siamo preparati professionalmente per affrontare situazioni del genere".

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Tra le altre criticità segnalate anche il sottodimensionamento del personale. "Con la riforma Madia del 2017 - ha concluso Pennetti - il personale della Polizia Penitenziaria di Pisa, già allora in sofferenza, è passato da 250 a 225 unità".

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