Rubati 7 defibrillatori in pochi mesi: "E' qualcuno specializzato, speriamo venga preso"

Due furti in simultanea l'altra notte a San Giusto e piazza Toniolo. Maurizio Cecchini: "Metteremo apparecchi con GPS e cambieremo metodo di installazione"

Il Dae forzato in piazza Toniolo

Appare ormai evidente: c'è un singolo od un gruppo a Pisa che si è dedicato al furto dei defibrillatori. Ne è convinto il dottor Maurizio Cecchini, che con la sua Cecchini Cuore Onlus da anni si occupa di diffondere la cultura della cardioprotezione pubblica, occupandosi di donazione, formazione ed installazione dei presidi salvavita. Purtroppo questa volta non c'è l'annuncio di un nuovo strumento, ma la denuncia di una situazione sempre più spiacevole.

"L'altra notte hanno rubato due defibrillatori - racconta - uno è quello in ricordo del professor Luisi, presso una farmacia di San Giusto, già colpito da un furto; l'altro è il Dae donato dalla famiglia Bonechi, in piazza Toniolo. Qua è stato danneggiata anche la teca con dei calci. Abbiamo sistemato, ora c'è da trovare degli strumenti per sostituire quelli portati via". Un bilancio preoccupante: "Con questi siamo saliti a 7 furti negli ultimi 3-4 mesi, 5 dei quali nel quartiere San Giusto".

"Sono raid organizzati - è la convinzione del medico - deve esserci un mercato, penso sicuramente all'estero perché in Italia con i numeri seriali ed i codici i responsabili sarebbero scoperti in breve tempo. Nel caso dei recenti furti ci sono le immagini delle telecamere da valutare. Questa o queste persone vanno prese, a Torino è successo nei giorni scorsi. E' deprimente pensare che si possa vanificare così il duro lavoro svolto ed i sacrifici fatti per dotarsi dei defibrillatori". "E' anche strano - aggiunge Cecchini - che 5 furti siano avvenuti a San Giusto. Fossi un ladro cercheri di evitare una concentrazione simile. Se c'è un messaggio dietro, non lo comprendo".

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E' comunqe necessario intervenire, anche in funzione preventiva dei furti: "Dobbiamo prendere provvedimenti. I prossimi Dae dovranno essere dotati di GPS, in modo da essere facilmente rintracciabili. E' un problema perché aumentano i costi. Altra misura sarà quella di installarli all'interno di aree chiuse, in questo caso cercheremo esercizi pubblici che abbiano orari di apertura il più ampi possibile". "Su 528 defibrillatori - conclude Cecchini - 7 furti non sono troppo incisivi, se i ladri possono portare via interi bancomat, può succedere anche con i Dae. Certo pensarci fa grande tristezza".

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