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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca

Mattonaia occupata, gli attivisti: "Topi morti e carcasse di piccione, regna il degrado"

Il Municipio dei Beni Comuni, dopo lo sgombero dell'ex Colorificio avvenuto sabato scorso, ha occupato l'edificio sul retro di San Michele in Borgo. A novembre il Comune pubblicherà un bando per la riqualificazione dell'area

Un vero e proprio atto ostile che non agevola il dialogo. Così l'amministrazione comunale ha definito l'occupazione della Mattonaia, il complesso sul retro di San Michele in Borgo, divenuto il 'quartier generale' del Municipio dei Beni Comuni, dopo lo sgombero dell'ex Colorificio di via Montelungo avvenuto sabato scorso. Ripercorrendo la storia della struttura, i lavori per il complesso iniziarono nel 1985 con i fondi per l'edilizia popolare. Ma i costi superiori alle previsioni rallentarono l'opera: rimane da fare la piazza interna. Il Comune ha così pronto un bando (pubblicazione prevista a novembre): a chi vince andrà la Mattonaia (11 appartamenti, 400mq di fondi commerciali, valore 3,3 milioni di euro) più 1,7 milioni di euro. In cambio dovrà finire la piazza interna alla Mattonaia e realizzare altre 3 opere pubbliche: Lungarno Pacinotti, via Pietrasantina e la fognatura nera di Tirrenia.

"Il Comune si ritiene parte lesa e farà tutto quello che deve per tutelare la proprietà dell'immobile" affermano dall'amministrazione comunale dopo l'occupazione della struttura da parte degli attivisti del Municipio dei Beni Comuni, che non a caso hanno scelto proprio un edificio pubblico per continuare lo stato di agitazione in seguito al sequestro dell'ex Colorificio della J Colors.
"Il Municipio dei Beni Comuni ha scelto un edificio pubblico per evidenziare le grandi responsabilità dell'amministrazione comunale nella gestione degli immobili pubblici, esattamente come accade per gli edifici privati come l'ex colorificio - affermano i militanti - a Pisa gli spazi pubblici rimangono vuoti, abbandonati alle carcasse di topi e piccioni, con l'aggravante che, nel caso della Mattonaia, stiamo parlando di un complesso costituito da 400 metri quadrati per fondi commerciali e 11 appartamenti, con un totale di 1100 metri quadrati ed una piazza pubblica murata ed inagibile. Quei fondi Gescal, derivanti dalle trattenute di contributi aziendali e dei lavoratori e destinati all'edilizia popolare, hanno prodotto un immobile che al giorno d'oggi attraverso un bando viene barattato per finanziare altri lavori pubblici perdendo le finalità sociali originarie. Infatti il complesso residenziale doveva essere destinato "agli operai che hanno diritto di vivere in centro" con una grande lungimiranza che contrastava i processi di gentrificazione urbana, i quali sempre più espellono i cittadini nelle aree periferiche".

Il degrado della Mattonaia (foto Municipio dei Beni Comuni)

"L'azione del Municipio dei Beni Comuni vuole interrogare la città e in particolar modo il sindaco e la giunta comunale sulle modalità di gestione e cura di immobili di cui tutti i cittadini pisani sono proprietari - proseguono gli attivisti - è facile sottrarsi a queste questioni ripetendo come un mantra l'idea dell'illegalità di un'azione di occupazione. Perseguire questa strada significa ampliare lo scollamento che già esiste fra le istituzioni e la comunità di cittadini che abitano Pisa. In secondo luogo, nel caso della Mattonaia, stiamo parlando di edilizia popolare, di numerosi appartamenti che potrebbero essere destinati in breve tempo alle numerose famiglie meno abbienti che attendono l'assegnazione di un alloggio".

Secondo il Municipio, dietro la Mattonaia si nasconde una speculazione edilizia, "l'ennesimo accordo camuffato da bando pubblico, tipico stile di questa amministrazione, con qualche grande costruttore che può garantire tre tipi così diverse di opere. Non ci vuole un genio per capire che questa è l'ennesima speculazione fatta ai danni dei cittadini col patrocinio del Comune di Pisa".

Il Municipio dei Beni Comuni si sta dedicando alla pulizia e recupero dell'area. "Numerosi sono stati gli abitanti del quartiere che hanno salutato con favore e sostegno la riapertura alla comunità di questo immobile" dicono gli attivisti, mentre si preparano alla manifestazione in programma per il 16 novembre contro lo sgombero dell'ex Colorificio.

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