Cronaca Centro Storico / Corso Italia

Movida, stop all'apertura di pub, kebab e minimarket: ma il quartiere stazione resta fuori

La Giunta è in procinto di firmare una delibera con la quale si imporrà il blocco di nuove aperture di locali di somministrazione di bevande alcoliche nel centro storico pisano, per un maggior controllo della movida

Una regolamentazione più severa che blocca la proliferazione nel centro storico di locali o negozi che vendono bevande alcoliche. E' ciò che si appresta a deliberare la Giunta Comunale pisana che dunque ha annotato sul suo taccuino il problema della movida senza controllo e del mancato rispetto delle regole da parte di molti locali, che spesso sono stati colti sul fatto mentre ignoravano ad esempio l'ordinanza anti-alcol che è stata emanata dalla Prefettura. Da qui la decisione dell'amministrazione comunale di imporre lo stop a nuove aperture di pub, kebab e minimarket nel centro storico per un anno. Ieri l'assessore David Gay ha discusso la proposta con le associazioni di categoria. Nei prossimi giorni è attesa l'approvazione della Giunta, così che il provvedimento sia subito operativo. La decisione è stata presa in seguito alla relazione delle forze dell'ordine che hanno sottolineato come sia difficile tenere sotto controllo la situazione nelle strade del cuore della città.

LE ZONE INTERESSATE. Nel documento sono presenti anche le aree interessate dal divieto di nuove aperture. Nel dettaglio, a Tramontana sarà interessata l'area compresa tra le seguenti strade: via Curtatone e Montanara, via San Frediano, Piazza dei Cavalieri, via Consoli del Mare, via Canto Del Nicchio, via Andrea Vacca Berlinghieri, via San Lorenzo, via Sant'Andrea, Lungarno Mediceo (da via Sant'Andrea a Piazza Garibaldi) e Lungarno Pacinotti (da Piazza Garibaldi fino a via Curtatone e Montanara). Mentre nell'area di Mezzogiorno nella zona compresa tra via Mazzini, via La Nunziatina, via San Bernardo, via degli Albiani, via San Martino, Piazza Clari, Piazza San Sepolcro, Lungarno Galilei e Lungarno Gambacorti.

E LA STAZIONE? Escluso il quartiere stazione, un altro dei punti caldi della città su cui proprio alcuni giorni fa si era posta l'attenzione di Confcommercio Pisa che, con il direttore Federico Pieragnoli, nel corso di una trasmissione radiofonica di Radio Rai1, aveva sottolineato come solo nel quartiere stazione ci fossero 48 minimarket. "Sosteniamo e condividiamo il provvedimento della Giunta Comunale che prevede il divieto di apertura nuovi esercizi di vendita e somministrazione in centro storico - sottolinea Federica Grassini, presidente di Confcommercio Pisa - ma come sia stato possibile ignorare nella delibera un quartiere simbolo come la stazione, ci resta molto difficile da comprendere. In poche strade, si incrocia una altissima concentrazione di minimarket ed esercizi di tipologia affine che arrivano alla soglia delle 50 unità. Francamente, escludere proprio la stazione è un fatto paradossale”.

In effetti, in sede di concertazione è stata proprio ConfcommercioPisa a far notare la grave mancanza del quartiere, esclusa nel provvedimento: “L'ordinanza prefettizia anti-alcool includeva tra le zone interessate anche la stazione, un luogo ad altissimo rischio per questi fenomeni, così come la relazione degli stessi Carabinieri evidenzia la criticità di questo quartiere - prosegue Grassini - a maggior ragione, questa dimenticanza non trova giustificazione. Da sola l'attività di controllo delle forze dell'ordine non è sufficiente e proprio in una realtà come quella della stazione, un simile provvedimento avrebbe trovato la sua più completa giustificazione”.
La richiesta della presidente Grassini è semplice: “Rimettere mano quanto prima al provvedimento, includendo nel suo perimetro di intervento anche la stazione".

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