Punto accoglienza Pietrasantina: Croce Rossa risponde alle accuse

Dopo le accuse sulla cattiva gestione del punto accoglienza per migranti, mosse da Africa Insieme e Disobbedienze Rebeldia, Croce Rossa risponde affermando di voler chiudere il centro per mancanza di risorse economiche

Il Punto accoglienza di Pietrasantina era stato ritenuto non idoneo e un vero e proprio "campo profughi" da Africa insieme e Disobbedienze Rebeldia. Le due associazioni avevano denunciato la cattiva gestione della Croce Rossa nella struttura, utilizzata per molti anni come sede operativa del 118 e dei servizi sociali, fino a maggio 2011. Nell'estate dello stesso anno, da parte delle istituzioni, fu richiesta la gestione dell'emergenza migranti alla Croce Rossa, con l'utilizzo di due punti: quello di Pietrasantina e 'Piaggerta' a San Rossore.

"La lontananza della struttura Piaggerta dalla città e gli oneri raddoppiati - affermano da Croce Rossa -   imposero una razionalizzazione e l’accorpamento dei due centri direttamente in quello di Pietrasantina, dove tutto ha funzionato nella normalità fino al sopraggiungere dell’estate. Per tutti i migranti si è sempre assicurato il massimo impegno, utilizzando le risorse umane volontarie e un servizio di portierato 24 ore su 24, per organizzare i vari impegni esterni riguardanti le pratiche da svolgere. Ne sono testimonianza i risultati oggettivi sui riconoscimenti del permesso ai migranti".

"Man mano che i migranti hanno ottenuto il permesso provvisorio di soggiorno per motivi umanitari - spiegano da Croce Rossa - si sono messi nella condizione di potersi spostare in cerca di un lavoro che gli consentisse un guadagno, superiore al Poket Money dello Stato e che la CRI gli eroga a cadenza periodica regolare. ll punto accoglienza si trova nelle vicinanze del centro storico, nelle adiacenze del 'parcheggio scambiatore', dal quale partono bus pubblici e privati. Ai migranti, oltre ad una  navetta,  messa a disposizione per gli spostamenti in occasione di incontri scolastici, culturali e di aggregazione, sono state fornite biciclette per i loro spostamenti in città".

"Quest'anno, con la presenza dei migranti, la Croce Rossa - dicono -  ha dovuto anticipare oltre 200 mila euro dalle proprie liquidità, compromettendo il regolare pagamento del personale.  Delle spese di gestione fanno parte anche le riparazioni degli impianti, come quello di climatizzazione presente nei locali. Il condizionatore era tenuto acceso con porte e finestre aperte e ovviamente si è guastato perché tenuto inutilmente a massimo regime d’uso. Sulla presenza di zanzare nella zona, è evidente che il fenomeno è da ricondursi alla tipicità dell’area. A distanza di oltre un anno dall’arrivo dei primi ospiti migranti, non è più possibile parlare di emergenza, ma si deve pensare ad una sistemazione adeguata per i migranti, che ne hanno diritto in base alle norme vigenti".

"Oggi è proprio la Croce Rossa  che vuole la chiusura del Centro migranti - fanno sapere dall'associazione - perché ci siamo esposti economicamente e adesso non abbiamo più risorse disponibili. Ci sentiamo umiliati delle critiche strumentali dipendenti da posizioni politiche. Chi ha capacità operative, gestionali e idee migliori delle nostre si faccia avanti ed assuma la gestione del servizio. Fare il bene dei migranti è sempre stato il nostro obiettivo di lavoro".

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"Siamo tutti d’accordo a chiudere il punto di accoglienza e ricollocare i migranti in altri centri, o lasciarli liberi di trovar una soluzione a loro più confacente, se in possesso del permesso di soggiorno. Fino alla chiusura del Centro - concludono da Croce Rossa - siamo stati e  saremo sempre disponibili a ricevere ogni aiuto, progetto e proposta di miglioramento. Questa esperienza sta producendo scoraggiamento tra i nostri volontari e gli addetti alla cooperazione internazionale e alla mediazione culturale. Ci spiace molto doverlo constatare, in quanto ci siamo notevolmente impegnati nelle attività di formazione e sensibilizzazione sulle tematiche di accoglienza e immigrazione. Gli sforzi saranno vanificati, a fronte della delusione maturata dalle critiche e dalle accuse che violerebbero proprio i principi fondamentali della motivazione vocazionale dei volontari di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa".

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