Cronaca Via Corridoni

Uffici del Catasto in via Corridoni: "Situazione insostenibile tra caldo e stanze senza finestre"

La denuncia del sindacato Usb a tre mesi dal trasferimento del servizio negli ex locali delle Poste

La sede del Catasto in via Corridoni

Disagi a non finire all'interno di locali considerati non adatti alla funzione che svolgono. E' quanto denuncia l'Unione Sindacale di Base per quanto riguarda la situazione negli uffici del Catasto di Pisa, trasferiti circa tre mesi fa nella nuova sede di via Corridoni, con una condizione che "per lavoratori e utenti appare già quasi insostenibile".

La vicenda

"Dopo un restauro che a questo punto appare forse troppo affrettato e raffazzonato, gli uffici e la gran mole di documenti sono stati sistemati nella ex sede delle Poste, tristemente famosa per un incidente in cui anni fa perì un impiegato - ripercorrono dall'Usb - tutto ha inizio quando la storica sede demaniale di via S.Martino, nell’ambito della manovra finanziaria dell’allora ministro Tremonti, viene ceduta a privati a cui viene ovviamente corrisposto un canone di locazione. Nasce già allora l’esigenza, ben nota ai dirigenti dell’amministrazione finanziaria, di individuare quanto prima una nuova sede per il Catasto; quasi subito in effetti viene formulata l'ipotesi di poter sfruttare in tal senso il vecchio fabbricato delle Poste, sito appunto in via Corridoni, ma nulla viene fatto di concreto e tale possibilità rimane per anni ferma a livello di pura ipotesi, fino a quando lo scorso anno finalmente ci si accorge che l’esborso per l’affitto dello stabile di via San Martino è antieconomico e insostenibile e che quindi si debba procedere nel più breve tempo possibile al trasloco nel palazzo delle Poste".

"Così - proseguono da Usb - in pochi mesi operai e tecnici si affannano notte e giorno nel cantiere, ma tra i dipendenti nasce il concreto dubbio che progettisti e responsabili dei lavori non conoscano davvero le reali esigenze di chi dovrà poi effettivamente operare nei nuovi uffici e degli utenti che affolleranno la struttura".

La situazione oggi

E infatti quasi subito dopo il trasferimento, nei primi giorni di giugno, emergono i primi problemi. "Negli archivi che conservano gli atti catastali e soprattutto quelli dei passaggi di proprietà degli immobili è di fatto impossibile lavorare fra il caldo insopportabile e la difficoltà di manovrare scaffali pesantissimi, alti sei metri e lunghi quasi dieci - denunciano dall'Usb - in diversi locali, dove pure è previsto che le persone lavorino e soggiornino, non ci sono aperture, mentre in altri, le enormi finestre risultano difficili da aprire; a ciò si aggiungono i notevoli disservizi dovuti ad ascensori spesso guasti e ad impianti elettrici e di climatizzazione che anche nelle parti aperte al pubblico non sono mai del tutto funzionanti a dovere".

“Abbiamo denunciato la situazione già da tempo alle direzioni competenti e abbiamo cercato di coinvolgere le altre sigle sindacali - sottolineano ancora dall'Unione Sindacale di Base di Pisa - fino ad ora niente si è mosso concretamente con colpevoli ritardi dovuti a rimpalli di competenze fra le Poste proprietarie dell’immobile, l’Agenzia delle Entrate e coloro che dovrebbero eseguire le manutenzioni e le riparazioni. Possibile che in questo paese non siano mai individuati i responsabili dei danni economici che ricadono su tutti i cittadini? E gli altri sindacati dove sono?”.

"Nel frattempo - concludono - da oltre dieci giorni l’aria condizionata non funziona con comprensibili disagi per gli impiegati e per tutti gli utenti che sono costretti in una sala d’attesa senza finestre.  E i costi della manutenzione lievitano".

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