Detenuto muore in ospedale: voleva rientrare in cella, permesso negato

L'uomo era malato di cancro, ogni cura era inutile. Avrebbe voluto morire al Don Bosco, divenuto la sua casa, ma non gli è stato concesso. Il garante dei diritti dei detenuti: "Le procedure assistenziali hanno funzionato"

Un detenuto del carcere Don Bosco di 65 anni bosniaco, affetto da un tumore alla laringe, è deceduto venerdì al pronto soccorso pisano. Il bosniaco, che doveva scontare un duplice ergastolo legato ad una serie di omicidi scaturiti per vendette familiari, era affetto da tempo di tumore alla faringe e le cure radioterapiche erano ormai totalmente inutili per la regressione della malattia.

L'uomo aveva chiesto di tornare in carcere ma la sua domanda non era stata accolta. Le condizioni dell'uomo si sono aggravate in settimana durante il ricovero nella struttura dell'hospice di Cisanello. L'unico modo per mantenerlo in vita era praticagli una tracheotomia.

"Il detenuto - ha detto il garante dei diritti dei detenuti, l'avvocato Andrea Callaioli - ha rifiutato l' intervento ed ha chiesto di poter fare ritorno al carcere Don Bosco perché quella era diventata la sua casa visto che non aveva più familiari". La sua richiesta non è stata accolta ed è deceduto al pronto soccorso.

"Questa volta però - ha detto Callaioli - tutte le procedure assistenziali della Asl hanno funzionato a dovere".
Callaioli fa riferimento al decesso di un altro detenuto Mario Santini che morì circa tre settimane fa dentro al carcere Don Bosco dopo che era stato dimesso da poche ore dal Santa Chiara dove era ricoverato per un cancro polmonare. Su quella morte, l'autorità giudiziaria aprì un'inchiesta. (Fonte Ansa)

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