Cronaca

Ospedale Pontedera, i dializzati: "A che punto siamo con il reparto?"

L'Aned chiede risposte alle istituzioni per i ritardi dei lavori al reparto, dopo anni in cui le cure sono state fatte in un "ambiente inadatto e malsano"

L'Associazione Nazionale Emodializzati dialisi e trapianto torna a chiedere l'interessamento delle istituzioni per la realizzazione del reparto all'ospedale di Pontedera, dopo che nel febbraio scorso ci fu l'annuncio della disponibilità delle risorse per l'intervento. "I pazienti Dializzati - scrive l'associazione - hanno intrapreso da circa 10 anni una battaglia per la tutela della loro qualità di cura e di vita, per uscire dall'ambiente inadatto e malsano nel quale sono ospitati attualmente".

La nota della onlus ricostruisce la vicenda: "Dopo molte promesse, mai rispettate, molte difficoltà, finalmente circa tre anni fa, fu trovato un accordo con l'allora direttore generale Dr Rocco Damone, che prevedeva una prima fase, nella quale, grazie all'uso di una struttura mobile prefabbricata e all'utilizzo di alcune stanze nel reparto di medicina 2, e alla buona volontà dei malati e del personale sanitario, si andava a ristrutturare il vecchio e fatiscente reparto con l'obiettivo, una volta terminati i lavori, di usarlo come ambiente transitorio, insieme al prefabbricato, per iniziare con la realizzazione del nuovo reparto di dialisi da realizzarsi in medicina 2".

"Tralasciando di evidenziare i vari errori - prosegue il comunicato - che hanno contraddistinto i lavori di ristrutturazione, siamo comunque arrivati, con molto ritardo, a ritrasferire i pazienti nel reparto ristrutturato liberando così le stanze utilizzare provvisoriamente in medicina 2, mettendosi quindi nelle condizioni di poter dar inizio all'iter per l'assegnazione della realizzazione del nuovo reparto. Vedendo che il tempo passava, che niente si muoveva, alla fine siamo riusciti a farci dire che i tanto sbandierati soldi stanziati per il nuovo reparto 2 milioni di euro non c'erano, o, non si trovavano, forse, addirittura non c'erano mai stati".

Dopo l'amarezza "ci siamo nuovamente rimboccati le maniche e guidati dalla Signora Maria Cristina Venturi, consigliere regionale Aned, siamo riusciti a mobilitare un pò tutte le forze politiche che hanno dato prova, opportunamente stimolati, di fronte a una sofferenza e una difficoltà oramai decennale, che con la ragionevolezza si possono spostare anche le montagne, riuscendo ad ottenere, dallo Stato centrale e non regionale, dietro specifico vincolo al progetto Dialisi Pontedera, una cifra superiore ai 3 milioni di euro. A questo punto ci sono state date le più ampie rassicurazioni che entro breve tutta la macchina operativa avrebbe ripreso a girare", fino appunto all'ultimo annuncio di febbraio 2016.

Le prospettive però non sembrano cambiate: "Sono trascorsi ulteriori tre mesi e tutto tace. Nel frattempo la nuova riforma sanitaria ha mosso le varie pedine della dirigenza, e il nuovo Direttore Sanitario Dr Colombai arrivato a Pontedera, dietro nostra sollecitazione ci ha invitato ad una riunione nella quale è stato rimesso in discussione ciò che era stato già all'epoca precedentemente concordato. Se non ci fosse in ballo la vita di tante persone sarebbe meglio di un'ottima 'Telenovela'".

Per esporre la problematica l'Aned ha indetto il 29 novembre 2016 alle 17 una conferenza stampa presso 'Il caffè degli artisti' a Pontedera, a cui "saremmo molto contenti se partecipassero anche i rappresentanti dell'Azienda Sanitaria. Noi vorremo risposte serie e chiare, ci abbiamo messo tutta la nostra volontà collaborativa, ci sentiamo attori principali nel reperimento delle risorse economico-finanziarie. Che altro dobbiamo fare per tutelare i nostri diritti?".

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