Un aiuto per bollette pazze e (dis)servizi pubblici: attivo a Pisa l'ufficio del difensore civico

Un accordo ha reso disponibile il servizio gratuito della Regione Toscana presso l'Urp della Provincia in via Nenni 30

Più vicinanza ai cittadini per la tutela dei loro diritti. E' stato presentato oggi, 9 dicembre, l'accordo di collaborazione siglato tra l'ufficio del difensore civico regionale e la Provincia di Pisa. A partire da oggi è possibile per i cittadini rivolgersi all'Urp dell'ente territoriale, con sede in via Nenni 30 a Cisanello, per attivare la procedura del servizio gratuito volto ad ottenere l'attivazione o la risoluzione di un attrito od un effettivo contenzioso con un'amministrazione pubblica od un gestore di un servizio pubblico. 

Un obiettivo comune della collaborazione fra Regione e Provincia è quello innanzitutto di far conoscere il difensore civico. Si tratta di un istituto amministrativo nato con il preciso scopo di informare i cittadini e tutelarli da possibili abusi di varia natura. Vi si accede gratuitamente ed è attivabile per numerose questioni: dai tributi alle sanzioni amministrative, dalle bollette di acqua, luce e gas ai trasporti, passando per le poste,i concorsi, l'accesso agli atti, il diritto allo studio e le questioni sanitarie. La gestione delle segnalazioni avviene a livello regionale, ma ecco che per facilitarne l'accesso in tutto il territorio è in corso la diffusione di sportelli decentrati. Nel caso di Pisa sarà il personale dell'Urp provinciale a ricevere in prima istanza le richieste dei cittadini, per poi attivare la procedura con il difensore civico regionale. 

"I cittadini sanno cosa vogliono - ha introdotto il presidente della provincia Massimiliano Angori - vogliono servizi che funzionano e gestori che li fanno funzionare. In questo contesto si inserisce il difensore civico, con un ruolo da consulente e mediatore là dove si presentano difficoltà". Il contesto presente ed il quadro futuro dell'istituto è stato fatto dal presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani: "La Toscana è stata la prima regione a istituirlo, poi ci sono state battute di arresto. Ora c'è un trend di crescita delle richieste, c'è una media di oltre 2mila segnalazioni all'anno al difensore, troviamo quindi importante ricostituire anche a livello locale degli uffici. E lo facciamo, con questo accordo, senza costi o nuovo personale".

"Se un obiettivo è riorganizzare il servizio per favorire i cittadini - ha proseguito Giani - il passo ulteriore sarà rendere il difensore protagonista di vere e proprie conciliazioni, quindi per risolvere direttamente i casi ad esempio di bollette esagerate etc. Il Corecom ad esempio ha già questa funzione e nell'ultimo anno ha risolto in questo modo qualcosa come 8mila casi nel settore telefonia, per un valore di contenziosi pari a 3 milioni di euro. Vorremmo replicare questo sistema con il difensore civico su acqua, luce, gas".

Il difensore civico è Sandro Vannini, che ha tenuto a precisare che "questo servizio, composto da diversi esperti specializzati, è in particolarmente utile ai cittadini più deboli o soli, come gli anziani. Basti poi pensare ai call center, sempre pronti a chiamarti per vendere dei servizi, ma difficili da raggiungere quando si ha un problema. Un punto di ascolto fisico è un supporto ed un punto di contatto umano, che già solo per questo fa sembrare i contrasti più affrontabili. E' quindi importante fare rete con tutti i soggetti volti alla tutela dei cittadini e consumatori, per un esercizio condiviso di democrazia partecipativa". In materia di servizio idrico nel 2018 sono state effettuate circa 300 conciliazioni, il 150% in più del 2017, per l'85% di soluzioni dei casi per un valore economico delle controversie di circa 2 milioni.

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Un potenziale di impatto positivo che, secondo il consigliere regionale Antonio Mazzeo, potrà in futuro ricevere anche finanziamenti: "E' importante recuperare il rapporto con il cittadino, che magari vede lontana la Regione rispetto il Comune, ma che invece è promotrice di servizi come il difensore civico. Le province stesse, se devono operare, hanno bisogno di risorse, faccio quindi appello al governo di intervenire. In questo caso, se vedremo aumentare le richieste, c'è tutta la disponibilità per potenziare il servizio con finanziamenti diretti sul territorio". 

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