Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca Centro Storico / Via Giordano Bruno, 42

Distretto 42, prosegue lo sciopero della fame: gli attivisti chiedono l'intervento del sindaco

Sotto la minaccia di uno sgombero imminente, il Municipio dei Beni Comuni prosegue la sua battaglia per la riqualificazione della ex caserma Curtatone e Montanara. Intanto arrivano altre adesioni al digiuno collettivo iniziato da Robero Lepera

Il digiuno collettivo a difesa del Distretto 42 di Pisa, iniziato il 5 marzo scorso, continua. La richiesta degli attivisti è semplice e chiara: che l'Amministrazione Comunale prenda pubblicamente posizione sulle sorti del posto, a rischio sgombero, attraverso un comunicato stampa firmato dal sindaco Filippeschi. "Sarebbe un gesto di trasparenza e responsabilità politica nei confronti di quanti in città hanno a cuore la questione - sottolineano dal Municipio dei Beni Comuni - a tal proposito, basta ricordare la petizione di quartiere a sostegno del Distretto 42, sottoscritta da oltre 500 cittadini, i cui primi firmatari sono la prof.ssa Enza Pellecchia, l'assessore provinciale Giacomo Sanavio e il prof. Tommaso Greco".

Alla 'staffetta' si è aggiunto da poco il prof. Giorgio Gallo, che digiunerà oggi, sabato 15 marzo. Da lunedì a mercoledì parteciperà alla lotta nonviolenta una delegazione dell'Associazione Raphael di Pappiana, giovedì 20 toccherà ad Alessandro Ottaviani e venerdì 21 ad Andrea Rosellini. Molte/i altre/i ci stanno pensando, fanno sapere gli attivisti (Per adesioni: roberto.lepera@gmail.com).

Promosso dal Municipio dei Beni Comuni, il Distretto 42 concretizza un progetto di riconversione urbana e cogestione democratica dell'ex-Caserma Curtatone e Montanara di via Giordano Bruno, 42, nel centrale quartiere San Martino. L'area di circa 12.000 mq, di cui 8.000 di verde e 6.000 di edifici, di proprietà demaniale, è stata lasciata all'abbandono per un ventennio.digiuno distretto 42-2

"Il Distretto 42 - sostengono dal Municipio - oggi ospita a beneficio della cittadinanza il parco pubblico 'Andrea Gallo' e lo spazio per decine di iniziative sociali, che sono linfa vitale per il tessuto comunitario della città. Una linfa che le istituzioni locali hanno il compito di recepire e alimentare. Oggi il Comune di Pisa priva la cittadinanza di una risposta dovuta, una presa di posizione politica che non lasci spazio ad ambiguità, lasciando invece che siano le forze dell'ordine a chiudere bruscamente quest'esperienza. Il gesto estremo di privarsi del cibo da parte di una comunità vuole rendere evidente questa mancanza".

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