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Cronaca Cascina

Troppe difficoltà di gestione per il teatro di Cascina: si dimette il cda della Fondazione Sipario

Il gesto del presidente Riccardo Cateni, della vicepresidente Claudia Del Lungo e del consigliere Andrea Paganelli punta ad aprire un confronto. Il punto in una lettera inviata al Comune

Un rilancio della Città del Teatro di Cascina che sembra impossibile, un allarme rilanciato dal consiglio di amministrazione che così si dimette. E' con una lettera che il presidente Riccardo Cateni, la vicepresidente Claudia Del Lungo e il consigliere Andrea Paganelli hanno comunicato di lasciare la direzione della Fondazione Sipario Toscana onlus. Troppi i costi di gestione e le difficoltà strutturali irrisolte, che in questo 2022 renderebbero non più sostenibile la prosecuzione dei lavori senza una profonda riduzione di attività e posti di lavoro.

"L'analisi delle criticità, segnalate nei nostri periodici report, ha visto come principali 'attori' patrimonio e struttura - scrivono i dimissionari - problematiche su cui sono indispensabili interventi della proprietà: nel primo caso il socio unico (Comune), nel secondo caso Comune e Provincia. ll percorso che la Fondazione avrebbe dovuto seguire per poter iniziare il suo rilancio è stato indicato da noi fin dall'inizio, sia negli incontri con il socio unico che nelle assisi pubbliche, individuando nella Amministrazione Comunale una componente imprescindibile ed indicando e quantificando gli interventi fondamentali da apportare. 
Abbiamo sempre evidenziato come i problemi rilevati. che la stessa Avvocatura della Regione Toscana ha definito anche di recente di 'totale dissesto che si protrae ormai da svariati anni'. non potessero essere sostenuti in autonomia dall'ente teatro".

Non bastano la situazione di stabilità ed i recenti fondi ricevuti: "Applicando una gestione tendente ad ottimizzare le risorse presenti, abbiamo raggiunto l'obiettivo dell'equilibrio gestionale, al quale si aggiunge l'ottenimento di 650mila euro di cofinanziamento per l'ecoefficientamento energetico delle strutture (cui dovranno aggiungersi altre 200mila euro) e la valutazione del marchio, che influirà positivamente sul patrimonio, attendendo le decisioni del socio unico sui programmi da noi presentati, ed abbiamo inoltre assunto provvedimenti dei quali abbiamo dato ampia analisi nella relazione al bilancio. Sarebbe un esercizio pleonastico evidenziare come ad oggi non vi siano state azioni, interventi o anche impegni ufficiali da parte della Amministrazione Comunale, che avessero potuto modificare l'atteggiamento della Regione Toscana, che tuttavia individua un ulteriore termine per la fine del mese di settembre. Se inizialmente l'attesa poteva essere considerata prudenza ed oculatezza, le mancate risposte alle richieste degli ultimi mesi sono apparse come disimpegno e rinvio, procrastinando gli evidenti problemi". 

L'atto di lasciare, sperano gli aministratori, è che "da ciò possa scaturire, oltre che un confronto, una agenda programmatica condivisa da Fondazione-Comune-Provincia per interventi sia di carattere patrimoniale che strutturale entro l'ultima scadenza accordata. La speranza è che si apra un dibattito politico equilibrato e responsabile, che metta al centro del tavolo la salvaguardia della Fondazione e la tutela dei lavoratori e che veda in questo un'amministrazione protagonista per il rilancio che la struttura merita". 

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