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Museo San Matteo: recuperati 10 dipinti scomparsi per un valore di 4 milioni di euro

Erano stati affidati ad un restauratore di Lucca nel 2002 e non erano mai stati restituiti. Partita la denuncia dalla direzione del museo ad inizio 2014, le opere sono state rintracciate dalla Procura di Pisa fra Grecia, Francia e in giro per la Toscana

Un traffico di opere d'arte dal valore di circa 4 milioni di euro. L'indagine della Procura di Pisa è iniziata a gennaio 2014 quando, a seguito dell'attività di inventario dei depositi del museo, la direzione del San Matteo ha denunciato all'autorità la mancanza di 12 dipinti, quasi tutti risalenti al XVI secolo. Erano stati affidati nel maggio del 2002 al restauratore accreditato alla Soprintendenza di Pisa Marco Gazzi che, fra il 2005 ed il 2006, come risulta dai verbali del museo, ha riconsegnato solo 5 delle 17 opere. I risultati delle ricerche, guidate dal procuratore Dott. Giovanni Porpora e condotte dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze, hanno portato all'individuazione dei dipinti, 10 già di nuovo a Pisa e 2 rintracciati a Parigi.

Parte delle opere sono state rinvenute presso l'artigiano, mentre 6 di queste nel 2012 sarebbero state vendute a commercianti ed antiquari del settore, ignari della provenienza illecita. Da qui la filiera ha proseguito fino a case d'asta svizzere e francesi, che a loro volta hanno venduto i beni a facoltosi collezionisti stranieri. In particolare la 'Madonna Addolorata', dipinto ad olio su tavola attribuito alla scuola fiamminga di Quinten Metsys, sarebbe giunto ad una società svizzera che lo ha proposto alla mostra mercato di Maastricht, dove è stato riconosciuto come opera originale del maestro. Da qui la vendita per circa 3 milioni di euro, con il successivo deposito dello stesso presso uno stoccaggio d'arte in Grecia. La preziosa opera è stata recuperata tramite rogatoria internazionale, medesimo meccanismo con cui si attende la restituzione dei due dipinti finiti a Parigi: le tavole fiamminghe dal titolo 'La Vigilanza' e 'La Giustizia'.

"Il restauratore ha usato raggiri – spiega il Comandante del Nucleo Lanfranco Disibio – esponendo le tele sottratte presso case private, facendole passare per genuine sul mercato. Finché un'opera non viene identificata come rubata è difficile risalire alla provenienza e ciò favorisce questi traffici. Certamente qualche falla nel sistema di controllo c'è stata". Marco Gazzi è denunciato per appropriazione indebita aggravata, ma non rischia niente dal punto di vista penale: il reato si prescrive in 6 anni, termini di fatto già trascorsi.

Il direttore del San Matteo Dario Matteoni spiega che "l'attività di ricognizione del materiale nei depositi è partita nel 2011 e richiede molto tempo. Appena ci siamo accorti della mancanza abbiamo informato le autorità. Sempre dal 2011 i restauri avvengono all'interno del museo ed i pagamenti  dei lavori si fanno alla consegna: non ci sono più rischi che accadano cose di questo genere". A partire da domenica 8 giugno sarà possibile vedere le opere recuperate nei laboratori di restauro del museo.

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