Cronaca

Diritti a Sinistra sui rilievi ministeriali del nuovo statuto dell'Università di Pisa

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Il senato accademico dell'Università di Pisa domani inizierà la discussione relativa alle osservazioni fatte dal MIUR sul nuovo statuto elaborato dall’ateneo dopo l’approvazione della Legge 240 del 2010 (“riforma Gelmini”).
Siamo fortemente contrari ai rilievi ministeriali relativi all’elezione del CdA ed al ruolo del Consiglio degli Studenti che renderebbero questi organi molto meno democratici e sempre meno forti, e pertanto riteniamo che questi rilievi debbano essere respinti.

Per il CDA il ministero “ritiene pertanto necessario riformulare la disposizione eliminando l’elezione dei membri “interni” del Consiglio di amministrazione”  , togliendo  in questo modo la possibilità ai docenti e al personale tecnico-amministrativo di eleggere democraticamente i loro rappresentati  nell’organo.

Mentre per il Consiglio degli Studenti  il Ministero “osserva che il parere del Consiglio degli studenti dovrebbe limitarsi agli aspetti che possono essere di stretto interesse per gli studenti"  e chiede che il consiglio non possa più chiedere al rettore il riesame delle delibere degli organi di ateneo  “in quanto risulterebbero eccessivamente appesantite le modalità di adozione delle delibere da parte degli organi di Ateneo”; al contrario noi crediamo che  i rappresentanti degli studenti  abbiano il compito di occuparsi di tutti gli aspetti della vita dell’Ateneo per garantire un’università pubblica e di qualità e che la partecipazione e la possibilità di creare dibattiti intorno ad alcune tematiche sia il sale della democrazia.

E’ proprio in questa fase che chiediamo ancora una volta al Senato Accademico di ribadire la forte contrarietà a questa legge approfittando  dell'articolo 6, comma 10, della legge 168/89 la quale prevede che: "Il Ministro può per una sola volta rinviare gli statuti e i regolamenti all'università, indicando le norme illegittime e quelle da riesaminare nel merito. Gli organi competenti dell'università possono non conformarsi ai rilievi di legittimità con deliberazione adottata dalla maggioranza dei tre quinti dei suoi componenti, ovvero ai rilievi di merito con deliberazione adottata dalla maggioranza assoluta. In tal caso il Ministro può ricorrere contro l'atto emanato dal rettore, in sede di giurisdizione amministrativa per i soli vizi di legittimità."

Per questi motivi pensiamo che i rilievi del ministero devono essere respinti al mittente in quanto è assurdo che il nostro ateneo non possa eleggere i membri del CdA, oppure limitare gli spazi democratici colpendo ancora una volta la componente studentesca e cercando di svuotare il ruolo politico del Consiglio degli Studenti.

Antonio Di Buono rappresentante in Senato Accademico – Diritti A Sinistra

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