Rastrelliere per bici rimosse in Borgo Largo: "Misura dannosa per ambiente e commercio"

Diritti in Comune: "Più auto e meno biciclette, la destra non smentisce le proprie visioni retrograde"

Foto dalla pagina Facebook di Fiab Pisa

Fa discutere la decisione dell'Amministrazione Comunale di rimuovere la rastrelliere per biciclette che si trovano in Borgo Largo per sostituirle con delle fioriere: si tratta del primo passo verso la riqualificazione di via Oberdan. Dopo le proteste di Fiab Pisa questa volta a criticare la scelta è Diritti in Comune. 

"Se c'è una cosa che abbiamo capito in questo anno e mezzo - scrive in una nota la forza politica - è che chi governa la città non crede che ci sia il cambiamento climatico o, comunque, non gli interessa affrontarlo. Non solo lo ha dichiarato in Consiglio Comunale l’assessore Bedini, ma ogni occasione è buona per incentivare l’uso dell’auto privata. E naturalmente, ora che siamo vicini a Natale, vogliono confermare la sosta gratuita, incentivando il ricorso alla macchina con l’idea (sbagliata) di sostenere il commercio in occasione delle feste. Come se non bastasse, oltre ad incentivare l’auto privata, hanno deciso di togliere le rastrelliere per le bici da Borgo, spostandole nei vicoli vicini per questione di 'decoro'. Come se fossero le biciclette e non le auto a devastare le nostre città".

Secondo Diritti in Comune le misure adottate dall'Amministrazione sono "del tutto dannose anche al commercio: già oggi di posti liberi nei parcheggi non se ne trovano, anche se sono a pagamento. Il risultato di questa scelta non sarà quindi di dare possibilità a più persone di raggiungere il centro, ma di ingolfare ancora di più il traffico. Se si voleva davvero centrare questo obiettivo si potevano rendere gratuiti, e potenziare i collegamenti con bus e navette tra i parcheggi scambiatori e il centro".

"La nuova Pisa - continua Diritti in Comune - si conferma fuori dalla storia, isolata dall’Europa, inquinata e pericolosa. Un anno di manifestazioni per chiedere di uscire dall'economia dei combustibili fossili e i dati sui danni alla salute causati dall'inquinamento dell'aria non scalfiscono convinzioni granitiche. Serve un cambio drastico di rotta - conclude Diritti in Comune - per il pianeta e per la qualità della vita dei cittadini, ma nel frattempo siamo costretti a chiederci se dovremo cominciare a procurarci le mascherine per girare in città".

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