Cronaca

La storia di Raffaella, disabilità e burocrazia sanitaria: "Oltre il danno la beffa"

Dal Coordinamento etico nazionale dei Caregivers raccontano la storia di Raffaella: la donna disabile che ha dovuto aspettare un'operazione chirurgica alle braccia per poter usufruire della riabilitazione

Vi raccontiamo la storia di Raffaella, un donna adesso 65enne, che ha perso l'uso delle gambe a causa di un brutto incidente molti anni fa. Ma se per lei la vita è stata dura, la burocrazia sanitaria lo è stata ancora di più. Infatti dopo aver perso gli arti inferiori si è ritrovata a vivere su una sedia a rotelle, potendo usare solo spalle e braccia. Con il tempo è peggiorata anche la condizione degli arti superiori e così, per poter continuare a usarli, ha dovuto subire un altro intervento chirurgico.

A raccontarci le varie tappe della storia della donna è Gianfranco Mannini, presidente del Coordinamento etico nazionale dei Caregivers e candidato al parlamento con il Movimento 5 stelle, che ci spiega come Raffaella abbia potuto usufruire di una terapia riabilitativa solo dopo l'operazione.

Raffaella stava male a aveva dolori alle braccia da molto prima dell'intervento ma ha dovuto aspettare che le sue condizioni si aggravassero per potersi recare alle Terme di Casciana e riabilitarsi. Il vero calvario per un disabile è arrivare a Casciana, come ci si può arrivare su una sedia a rotelle? Solo con un mezzo attrezzato e con un'autorizzazione dell'Asl che disponga il prelievo della paziente dal suo domicilio.

"Sembra assurdo ma l'Asl pisana ha negato il trasporto alla donna - afferma Mannini -  e così il Coordinamento etico nazionale dei Caregivers ha presentato a suo tempo dei chiarimenti con un esposto. L'Asl 5 rispose che i medici fisiatri si attengono alle normative regionali e aziendali, e cioè il trasporto viene concesso solo ai pazienti che entro sei mesi hanno subito un evento acuto. Ma noi vogliamo sottolineare il concetto che la signora Raffaella stava male da molto prima e ha dovuto aspettare il peggioramento delle sue condizioni per poter usufruire della riabilitazione degli arti superiori".

"Il compito della Asl - prosegue Mannini - è prestare servizio per il mantenimento e il recupero della salute fisica e psichica di tutti i cittadini senza nessuna distinzione. Questo atteggiamento di diniego è stato inammissibile. Purtroppo la discriminazione e la violazione della legge sono e restano un cavallo di battaglia che le aziende sanitarie portano avanti per risparmiare sulla pelle dei più deboli".

Gianfranco Mannini conclude raccontandoci della grande forza d'animo di Raffaella "una donna che meriterebbe un riconoscimento civile perché della sua disabilità ne ha fatto un dono, spendendosi come volontaria nei confronti di ragazzi che soffrono di problemi psichici".

E se da un lato troviamo chi riesce a vivere con coraggio e dignità nonostante le disgrazie che ha dovuto affrontare, dall'altra c'è un altro caso di burocrazia sanitaria, meritevole delle parole "Oltre il danno la beffa".

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