Comitato Libero Culto: "Discriminare costa"

La decisione di espropriare il terreno sul quale è prevista la moschea, oltre ad essere discutibile per il carattere discriminatorio, sottrae risorse pubbliche che potrebbero essere usate in maniera migliore

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Nella vicenda della moschea di Porta a Lucca c’è un aspetto che viene spesso dimenticato: questo progetto prevede di realizzare un luogo di culto senza alcuna spesa a carico della collettività. Anzi, la città avrebbe un ritorno positivo, dato che otterrebbe, a spese del proponente privato, un tratto di pista ciclabile utile al CUS (oltre che alla moschea). Risulta pertanto ancor più incomprensibile l’ostinazione con la quale l’amministrazione comunale di Pisa avversa la moschea, tanto da voler procedere ad un esproprio (con conseguente risarcimento). Questa mossa, dal carattere spudoratamente discriminatorio, costerà alla collettività alcune centinaia di migliaia di euro (senza contare il lavoro degli uffici comunali). Sacrificare risorse ed energie preziose sull’altare di una sterile guerra ideologica sarebbe uno spreco vergognoso, ed anche un insulto alla moltitudine di imprese e lavoratori rimasti disoccupati, che hanno disperato bisogno di aiuti concreti per superare questo drammatico periodo di crisi.

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