"Pisa è sicura, ma i clienti mancano": ristoranti vuoti e -50% negli agriturismi

Confcommercio e Coldiretti fanno il punto sul fronte economico per le conseguenze del Coronavirus

"Siamo pronti a ripartire, con il solito entusiasmo e fiducia, perché Pisa è una città accogliente e sicura". Prova a dare la carica Daniela Petraglia, presidente di Confristoranti Confcommercio Provincia di Pisa, nonostante la città paghi in termini di presenza di turisti, in particolare cinesi: "Accanto al turismo culturale, attratto dalle magnifiche bellezze della città, c'è la fetta importante del turismo congressuale, legato alle tre grandi università e ai centri di ricerca che segna purtroppo il passo. Un turismo fatto di professionisti, al 90% proveniente da fuori regione e soprattutto dall'estero, che per le imprese legate al turismo locale rappresenta una fonte vitale di sostegno e di ricchezza. Sappiamo che ci sono eventi e congressi cancellati da adesso fino a maggio. Siamo all'inizio della stagione, con la Pasqua alle porte e l'avvio della vera stagione turistica, non possiamo negare che questa situazione ci preoccupa".

Lo sguardo però è ottimista: "A parte qualche eccezione, non ho visto in città fenomeni di particolare allarmismo. Tornare ad una situazione di relativa normalità è interesse di tutti, credo che a Pisa ci siano le condizioni per farlo. I danni ci sono e ci saranno, su questo non ci sono dubbi. Contiamo che dalle istituzioni, dal governo centrale, alla regione, fino al comune, giungano quelle agevolazioni e quegli sgravi fiscali che consentiranno alle imprese che hanno subìto perdite significative di proseguire la propria attività e di salvaguardare servizi e posti di lavoro".

"Che l'affluenza ai negozi e ai locali sia drasticamente ridotta è evidente, ma anche per strada è quasi tutto deserto - ammettono Andrea Pochini e Vaso Gjica, rispettivamente presidente e vice del direttivo Centro storico di Confcommercio - da alcuni giorni gli incassi sono quasi completamente azzerati, sia per i negozi al dettaglio, abbigliamento in primis, sia per locali e bar. E' chiaro che i consumatori in questo momento stanno declinando ogni forma di acquisto non necessaria, a favore di acquisti legati ai generi alimentari e farmaceutici. In alcuni casi, si è diffuso anche un allarmismo ingiustificato, e alla fine i peggiori danni questo virus rischia di farli all'economia e alle imprese anche della nostra città".

Nel turismo è Coldiretti a parlare di un -50% nelle prenotazioni degli agriturismi di Campagna Amica associati a Terranostra. I timori legati al Coronavirus stanno colpendo anche il territorio costiero, in un settore composto da quasi 800 aziende - circa 500 nella provincia di Pisa e quasi 300 in quella di Livorno - una rete di oltre 15mila0 posti letto e quasi 200mila arrivi all’anno. Qui la situazione è frammentata con punte di grande preoccupazione e altre di calma vigile. Il calo delle prenotazioni è un po' ovunque, così come le telefonate dei clienti che chiedono rassicurazioni sui loro programmi e sulla sicurezza dei luoghi. Sulla costa e nel livornese si sono registrate cancellazioni tra il 30 e il 60% delle prenotazioni, che spaventano in vista delle festività pasquali, ormai perse, ma soprattutto in vista della bella stagione dato che ogni disdetta è un cliente che non prenoterà più e sceglierà un’altra meta.

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Ma le aziende agrituristiche vogliono però rovesciare il meccanismo della paura. Rilanciate attività naturalistiche, dal trekking al tiro con l’arco, dai percorsi culturali a quelli benessere, dal ciclismo all’accoglienza dei camperisti, fino ai matrimoni. "L’associazione agrituristica Terranostra ha avviato una campagna per far conoscere le bellezze enogastronomiche dei territori lungo tutta la Penisola, anche in Toscana - afferma Simone Ferri Graziani, membro della giunta nazionale di Terranostra e presidente Terranostra Pisa e Livorno - ma è anche importante individuare da parte delle Istituzioni misure di sostegno alle attività più duramente colpite attraverso sgravi fiscali e contributivi con il rinvio di pagamenti, compensazioni previdenziali delle giornate di lavoro perse e attivazione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori, nonché la proroga delle scadenze dei piani di sviluppo rurale regionali e nazionale".

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