Cronaca Corso Giacomo Matteotti

Cascina: polemica tra parroco e Comune sulla cerimonia del 4 novembre

Domenica mattina il preposto don Paolo Paoletti non ha celebrato la messa per la festa delle Forze Armate con i rappresentanti dell’amministrazione comunale e delle associazioni combattentistiche. “Nessuno mi aveva avvertito”

La classica questione alla Peppone e don Camillo stavolta va in scena a Cascina, dove il parroco don Paolo Paoletti non celebra la messa per la festa dell’Unità d’Italia e delle Forze armate del 4 novembre. Domenica mattina una delegazione del Comune insieme alle associazioni combattentistiche si è presentata alla pieve di Santa Maria. Ma il preposto, colto di sorpresa prima dell’inizio della funzione, ha spiegato ai presenti che non avrebbe potuto cambiare il programma.  “C’erano giù due battesimi e nessuno mi aveva avvertito” ha detto don Paolo “Ma se volete potete stare con i gonfaloni in fondo alla pieve”. Una mancanza di comunicazione che fa saltare le celebrazioni e crea qualche imbarazzo tra gli organizzatori.

Ma il Comune attraverso un comunicato nega qualsiasi responsabilità. La messa non rientrava neppure nel programma dei festeggiamenti. “Le celebrazioni della festa dell'Unità d'Italia e delle forze armate che si sono svolte a Cascina domenica sono state il secondo momento istituzionale che l'amministrazione comunale ha organizzato per celebrare il 4 novembre - scrivono dal palazzo comunale - il primo momento si è svolto martedì scorso, quando un rappresentante della Giunta Comunale ha deposto corone in ricordo dei caduti e ha visitato le scuole primarie di Latignano, Cascina, San Frediano, San Casciano, Casciavola, e Titignano, per un momento di riflessione con i ragazzi sul valore ancora attuale di questa ricorrenza”.

Poi il chiarimento sul disguido per la mancata celebrazione della messa. “Domenica le celebrazioni prevedevano il ricevimento delle autorità in sala consiliare, e quindi la deposizione delle corone sia alla cappella votiva del cimitero vecchio di Cascina, sia in piazza dei Caduti. E' ormai prassi consolidata che tali cerimonie a carattere laico siano organizzate dal Comune, nella convinzione che date come il 4 novembre debbano rimanere consegnate alla storia del paese, che debbano essere ricordate e valorizzate al fine di coltivare tra gli italiani la coscienza del comune passato storico.
Il Comune di Cascina, assieme alle associazioni combattentistiche e della Resistenza, ha adempiuto anche quest'anno a ricordare degnamente il 4 novembre e tutti coloro che hanno dato la vita per il paese e la sua unità".

"Dispiace pertanto che quest'anno - proseguono - il 4 novembre non abbia potuto avere anche un corrispondente ricordo religioso, come è sempre accaduto, a causa di un disguido la cui responsabilità non è del Comune, che invece ha curato tutti gli appuntamenti istituzionali inseriti nel proprio programma e che si sono svolti regolarmente, rispettando doverosamente la ricorrenza dell'Unità d'Italia e delle Forze armate. Senza voler biasimare nessuno, la convinzione dell'amministrazione comunale di Cascina è che l'uso del buon senso, che tutte le parti coinvolte in questo episodio hanno sempre dimostrato, prevarrà e che sin dal prossimo 4 novembre 2015 questa celebrazione tornerà ad essere motivo di unione e non di polemiche passeggere”.

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