Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Centro Storico / Via Giordano Bruno, 42

Ex caserma Curtatone, il Distretto 42 lancia l'allarme: sgombero imminente

Sarebbero numerosi i segnali che indicano una repentina accelerazione delle procedure di sgombero, dal rifiuto dell'incontro con gli attivisti da parte dell'Amministrazione alla chiusura delle utenze. Dura Una città in Comune: "Si cancella la democrazia"

A nulla sembrano valere gli sforzi dei ragazzi del Municipio dei Beni Comuni per la riqualificazione dello spazio dell'ex caserma Curtatone. Nella giornata di venerdì è stata staccata l'utenza elettrica alla struttura di via Giordano Bruno, atto che insieme al voto negativo della Conferenza dei Capigruppo sull'incontro con gli attivisti sembra innalzare una barriera invalicabile fra il Distretto 42 e Palazzo Gambacorti. Adesso i ragazzi temono da un momento all'altro il sequestro del bene, con l'inevitabile intervento delle Forze dell'Ordine per lo sgombero.

Troppi gli elementi che non quadrano secondo i rappresentanti del Municipio. Fausto Pascali: "Per il colorificio, dalla denuncia alla attivazione delle procedure, è passato quasi un anno. Qua invece si parla di ore, con la luce staccata dopo pochi giorni. L'Agenzia del Demanio di Pisa si rifiuta di parlarci e l'autorità giudiziaria interpellata dall'avvocato degli attivisti segnalati non comunica nessuna informazione. Un iter rapidissimo senza precedenti, di cui non si capisce l'urgenza: dopo 20 anni di abbandono, dopo che il Demanio stesso tarda a rispondere alle richieste del Comune dato che non sa cosa farne della struttura, in breve tempo sembra tutto pronto per lo sgombero. Chi è il mandante di una simile accelerazione?".

Cresce il disappunto, anche in considerazione della buona accoglienza ricevuta dal quartiere. Gli stessi residenti hanno consegnato al Municipio la petizione scritta di loro pugno in appoggio alle attività del Distretto 42. Fra i primi firmatari si leggono i nomi dell'assessore provinciale Giacomo Sanavio e dei professori universitari Enza Pellecchia e Tommaso Greco. "Se chiudono il cancello - afferma Danilo Soscia del Municipio - ci saranno altri 10 anni di abbandono e questo spazio tornerà ad essere il parcheggio privato abusivo di qualcuno. Se è questo quello che vogliono, ne rendano conto ai cittadini".

"Mercoledì saremo a Roma  - annuncia il Municipio - per parlare direttamente con il Demanio e giovedì andremo in Consiglio Comunale. L'Amministrazione ha gli strumenti per evitare che l'esperienza del Distretto 42 si chiuda, serve però un'uscita pubblica. E' dal 17 dicembre che non viene convocato il tavolo di trattativa. Faremo sentire la nostra voce, non ci arrendiamo. Non lasceremo via Giordano Bruno". 

Durissimo il commento di Una città in Comune in merito alla decisione della Conferenza dei Capigruppo: "A Pisa chi cerca di recuperare spazi abbandonati da vent'anni e lasciati al pieno degrado non ha diritto di essere ricevuto in sedi istituzionali. E' una decisione incredibile, votata da Pd, Forza Italia e Lista Civica di Ghezzi. Si tratta di un fatto gravissimo e senza precedenti che nulla ha a che fare con la democrazia e con la funzione delle istituzioni prevista dalla nostra Costituzione. Abbiamo sempre promosso un'idea di istituzioni, Consiglio Comunale in testa, che si facessero primo luogo di ascolto e confronto per le istanze della città, qualsiasi esse fossero. Fino ad oggi ci sembrava un'idea condivisa. Con questa scelta invece si batte una strada di arbitrarietà, secondo cui di volta in volta si potranno inventare discriminanti legate al conflitto sociale, o a qualsiasi altra motivazione, negando il dialogo a seconda delle convenienze politiche. Per noi è un punto di non ritorno per la democrazia in questa città".

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