Vicolo dei Ruschi: ignoti distruggono la porta di ingresso della Limonaia Zona Rosa

A denunciare l'accaduto le attiviste che hanno occupato la struttura due anni fa: "Mai come ora questo spazio ha bisogno dell'affetto e della cura di tutti coloro che lo vogliono vivo e aperto"

Foto dalla pagina Facebook 'Limonaia - Zona Rosa'

Forse un tentativo di intrusione o, più probabilmente, un atto vandalico. Quello che è certo è che la porta di ingresso della Limonaia, lo stabile di proprietà provinciale che si trova in vicolo dei Ruschi e che è stato occupato nel 2017 dalle attiviste della 'Zona Rossa', è stata distrutta da ignoti. "Un paio di notti fa - racconta Eleonora Mizzoni, attivista della 'Limonaia - Zona Rossa' - la porta a vetro dell'ingresso è stata completamente frantumata. Non sappiamo se sia stato un gesto contro di noi o contro le attività che portiamo avanti alla Limonaia. Di sicuro questo spazio, mai come ora, ha bisogno dell'affetto e della cura di tutti coloro che lo hanno attraversato in questi anni e che vogliono che rimanga aperto e vivo. Per il momento abbiamo provveduto a una riparazione di emergenza e stiamo valutando altre soluzioni meno provvisorie".

L'immobile, una struttura su due piani e con giardino interno che era ed è un'area di grande pregio, a due passi da Piazza Santa Caterina, era stata la sede dell'associazione divulgativa Scienza Viva. Poi, dopo circa 4 anni di abbandono, era stato occupato una prima volta ad aprile 2017 dalle attiviste della 'Zona Rosa'. A primi di maggio dello stesso anno lo stabile fu sgomberato, per poi essere nuovamente occupato circa un mese dopo. Un'occupazione bis che seguì quella riproposta anche all'ex centro accoglienza di via Garibaldi, riaperto a giugno 2017 dopo uno sgombero dove ci furono anche cariche della Polizia.

"Da quando siamo rientrati alla Limonaia - continua la Mizzoni - non abbiamo più avuto interlocuzioni con la Provincia, anche se ci piacerebbe avere un dialogo con l'Ente. In questi anni abbiamo portato avanti molte attività che nel tempo si sono strutturate: laboratori di italiano per stranieri, corsi di scrittura creativa, uno sportello di ascolto post-aborto. A questo si aggiungono iniziative ed eventi vari, come presentazioni di libri, assemblee, attività ludiche per il corpo e molto altro. Il tutto portato avanti grazie all'attività dei volontari e alle donazioni delle persone che ci sostengono. E senza corrente elettrica, visto che ci è stata staccata dopo la seconda occupazione".

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