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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Stop per due anni a nuove aperture di attività alimentari e di somministrazione in centro a Pisa

Lo annunciano le associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti, al termine di un incontro con l'assessore Pesciatini

Stop a nuove aperture di attività alimentari e di somministrazione in centro storico a Pisa. La decisione dell'amministrazione pisana è annunciato dalle associazioni di categoria, Confcommercio e Confesercenti, che chiedevano, fra l'altro, forme di tutela per le imprese locali che da tempo ormai soffrono le difficoltà della pandemia. 

Per il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli si tratta di un "provvedimento doloroso ma necessario", emerso al termine dell'incontro di questa mattina 22 febbraio convocato dall'assessore al commercio Paolo Pesciatini. Il blocco è stato deciso per due anni. "L'estrema deregolamentazione, a partire dalle liberalizzazioni, ha radicalmente cambiato, se non addirittura stravolto, il profilo commerciale delle nostre città. Rimediare a questo stato di cose che perdura da vent'anni non è uno scherzo, e sempre più comuni, seppur con strumenti normativi spuntati, comprendono la necessità di tutelare in qualche modo il commercio locale. Siamo favorevoli a questa misura, proprio a partire dalla situazione di estrema criticità vissuta da molti bar, ristoranti e pizzerie del nostro centro storico, costretti a restare chiusi per lunghi periodi e ancora oggi a lavorare a scartamento ridotto. Il divieto di nuove aperture è un sostegno indiretto per i tanti imprenditori che in questi due anni non hanno gettato la spugna nonostante le innumerevoli difficoltà".

Sulla stessa linea il presidente del Centro storico Confcommercio Pisa Massimo Rutinelli: "E' evidente la necessità di riconoscere la professionalità di titolari e gestori di pubblici esercizi e attività del centro, dopo due anni passati a combattere contro restrizioni, calo dei fatturati, canoni d'affitto e utenze mai arrestati e in molti casi aumentari nonostante i periodi di chiusura. Una misura di assoluto buon senso volta anche a prevenire situazioni di concorrenza sleale nei confronti di quelle attività che al contrario contribuiscono a qualificare il tessuto commerciale cittadino. Proprio in quest'ottica abbiamo ricevuto la disponibilità dell'assessore Pesciatini per avviare un tavolo di confronto volto a implementare il decoro e la qualità del centro storico".

"Il centro storico non ha bisogno di nuove aperture di attività alimentari e di somministrazione, ma della valorizzazione dell’offerta esistente". E' positivo anche il giudizio di Confesercenti Toscana Nord, con il suo responsabile area pisana Simone Romoli ed il responsabile dei pubblici esercizi Fiepet Federico Benacquista, al termine della riunione di concertazione sul provvedimento con l'assessore Paolo Pesciatini. "Dal momento dell’approvazione del regolamento sulle aperture varato da questa amministrazione due anni fa - spiegano Romoli e Benacquista - abbiamo assistito ad una ripresa delle aperture in centro storico spesso indiscriminata che, nei fatti, ha fatto perdere il valore dell’offerta commerciale e delle licenze di chi era già presente. E non stiamo parlando solo di pubblici esercizi ma anche di attività artigianali alimentari e di vicinato che talvolta anche la grande distribuzione ha utilizzato per appropriarsi di spazi nel centro storico. Bene quindi la decisione di utilizzare la clausola prevista proprio nel regolamento con il blocco per due anni di nuova attività di somministrazione, alimentari, ad eccezione di pescherie ed ortofrutta, e attività artigianali. Ampliando anche il divieto a via Roma e via Cattaneo".

Secondo Confesercenti Toscana Nord "la scelta consente, dopo due anni durissimi a causa della pandemia, alle attività esistenti di riprendere anche il valore commerciale dei propri locali nella speranza di tornare presto ai fatturati precovid. Abbiamo concordato con l'assessore - concludono - sull'indicazione di consentire trasferimenti all’interno del centro storico, ampliamenti ad attività già esistenti ed i subentri. Con clausola di salvaguardia chi avrà già presentato una domanda prima dell’entrata in vigore del provvedimento non avrà conseguenze".

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