Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Renzi a Pisa per il referendum: gli studenti chiedono maggiori diritti

Alle 17 è previsto l'intervento del premier alla Leopolda. Non sono in programma grosse contestazioni, mentre le associazioni studentesche consegneranno un documento di commento alla legge di bilancio 2017

Alle ore 17 di oggi, 22 novembre, è atteso l'intervento del Presidente del Consiglio e segretario Pd Matteo Renzi alla Stazione Leopolda di Pisa, nel suo tour promozionale della riforma costituzionale. Nel recente passato la sua presenza è stata contestata, anche aspramente, in città. Ultimo caso quello della visita alla Scuola Sant'Anna del 17 ottobre, ma la volta prima fu ad aprile, quando bastò il solo annuncio della sua presenza al Cnr per scatenare scontri fra manifestanti e forze dell'ordine.

Nel caso di oggi non sono state lanciate grosse mobilitazioni. E' previsto un presidio a partire dalle 16.30 in Piazza Guerrazzi, ma il relativo evento Facebook conta a poche ore dall'inizio della conferenza circa 30 partecipanti. 

Un approccio diverso alla visita di Renzi è promosso dalla Rete degli Studenti Medi di Pisa e dall'Unione degli Universitari di Pisa. La presenza in città del premier spinge i ragazzi a chiedere maggiore priorità ai diritti degli studenti: "Nonostante nelle ultime settimane il dibattito pubblico e politico sia stato pressoché paralizzato sul tema del referendum costituzionale - scrivono i gruppi in una nota congiunta - il lavoro delle associazioni studentesche non si è fermato e le rivendicazioni per una scuola e un'università migliore non sono scomparse. Per questo la Rete degli Studenti Medi e l'Unione degli Universitari consegneranno oggi al Presidente Renzi, in visita a Pisa per un'iniziativa di propaganda per il referendum, un documento in merito alla Legge di bilancio 2017".

A spiegare i contenuti della missiva è Sasha Grassini dell'Unione degli Universitari: "Lo Student Act contenuto nella legge presenta dei timidi passi in avanti, tuttavia riteniamo necessario insistere sulle criticità non trascurabili che esso porta con sé. E' positivo l'investimento sul tema dell'orientamento pre-universitario e del tutorato, come lo è l'investimento di 50 milioni sul fondo integrativo statale per le borse di studio, ma desterà non pochi problemi la richiesta alle Regioni di istituire entro 6 mesi un ente erogatore unico per il diritto allo studio per poter accedere al Fondo integrativo statale. Ancora una volta assisteremo ad esempi più virtuosi e a casi in cui i diritti degli studenti non verranno garantiti a pieno".

"Vengono poi istituite delle borse di studio nazionali per il merito e la mobilità dedicate a studenti con Isee inferiore a 20.000 euro - prosegue lo studente - il provvedimento risulterebbe positivo, se non fosse legato ad assurdi criteri di merito determinati da media scolastica e risultati nei test invalsi. Una concezione di diritto allo studio estremamente esclusiva e limitata".

"Il cosiddetto Student Act non soddisfa assolutamente le esigenze degli studenti delle scuole superiori italiane - afferma Matilde Vistoli, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Pisa - all'interno della legge sono stati inseriti dei fondi dedicati all'edilizia scolastica, necessari, ma non sufficienti a risanare la condizione critica di moltissimi edifici scolastici del Paese. Il governo che ha inserito nella legge 107/2015 l'alternanza scuola lavoro obbligatoria continua a essere sordo rispetto ai problemi che studenti e non solo sollevano sull'organizzazione dei percorsi di alternanza e, invece di garantire maggiori diritti e una qualità formativa migliore investendo su tutor e formazione, prevede la possibilità di un esonero contributivo per qualsiasi datore di lavoro di azienda privata, la quale assuma uno studente che abbia svolto almeno il 30% delle ore previste, in quella azienda ed entro sei mesi dal conferimento del diploma di maturità. In merito al bonus cultura, questo rappresenta ancora una volta un intervento spot rivolto a una fascia limitata di giovani e non garantisce minimamente un libero accesso alla cultura per tutti".

Entrambe le associazioni denunciano ancora una volta la necessità di una legge quadro nazionale sul diritto allo studio che stabilisca dei livelli essenziali di prestazione: "Il dibattito sull'istruzione - concludono gli studenti - non può prescindere dal discutere una legge nazionale sul diritto allo studio, assente anche in questa legge di bilancio. Da anni ormai ne sottolineamo l'esigenza; è necessario garantire i diritti l'accesso al sapere a tutti gli studenti del Paese, un tema così importante non può più essere trascurato".

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