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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

L’Associazione Amici Stella Maris Onlus dona uno stabilizzatore a Neuropsichiatria infantile

Il macchinario consente di muovere i pazienti con difficoltà motorie

Uno stabilizzatore elettrico per consentirà ai pazienti con difficoltà motoria non solo una statica eretta ma anche di sollevazione, facilitando la loro movimentazione. E’ l’attrezzatura donata dall’Associazione Amici della Fondazione Stella Maris all’Unità operativa 1 Neuropsichiatria infantile dell'Istituto scientifico di Calambrone, grazie alla raccolta fondi 'Io Dono' portata avanti dalla ex dipendente Marta Cecchi, che con impegno ha raccolto oltre 5mila euro. Lo stabilizzatore, acquistato dalla ditta Chinesport Spa di Udine, specializzata nel settore dei dispositivi medici, è di grande utilità.

"Nei pazienti affetti da patologie del Sistema nervoso centrale o da patologie neuromuscolari l’esercizio della statica eretta è importante per promuovere l’allineamento posturale - spiegano nell’Unità operativa 1 - per contenere l’avanzamento di eventuali retrazioni o di scoliosi, per il mantenimento della mineralizzazione ossea e per favorire la respirazione, la circolazione e la peristalsi intestinale. Inoltre la possibilità di mantenere la statica eretta favorisce l’interazione sociale promuovendo un migliore sviluppo emotivo-affettivo. Gli stabilizzatori, utilizzati nei pazienti che non mantengono autonomamente la postura eretta, permettono il mantenimento della statica per tempi lunghi riducendo l’affaticabilità, inoltre la presenza di tavoli anteriori da lavoro permettono l’uso degli arti superiori anche in statica eretta. Se utilizzati correttamente e per tempi sufficientemente lunghi effettuano uno stretching efficace e continuativo a livello degli arti inferiori".

Nel caso specifico la scelta dello stabilizzatore elettrico è caduto sul modello Struzzo. "Per le proprie caratteristiche tecniche - concludono - questo stabilizzatore è stato pensato non solo per permettere il mantenimento della statica eretta ma anche per sollevare il paziente, quindi facilitare i trasferimenti al caregiver, e muoversi in ambienti interni in autonomia tramite un joystick. Una volta che la posizione eretta è stata raggiunta, è possibile svolgere molte attività quotidiane e diventa facile raggiungere ed utilizzare piani di lavoro. Utilizzato soprattutto negli spazi interni, offre al bambino e al ragazzo un’alternativa alla carrozzina con la possibilità di interagire con gli altri e allo stesso tempo prevenire le retrazioni muscolo scheletriche".

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