'L'equilibrio delle contraddizioni': presentato il dossier per Pisa Capitale italiana della cultura

Pisa in corsa per ottenere l'ambito riconscimento per l'anno 2022

Sono state presentate questa mattina le linee guida del dossier di candidatura al titolo di Capitale italiana della cultura 2022. Il documento, intitolato 'L’equilibrio delle contraddizioni', è stato consegnato la settimana scorsa al Mibact. I dossier delle 28 città partecipanti saranno esaminati entro il prossimo 12 ottobre 2020 e selezionati 10 progetti finalisti. Il 12 novembre 2020, la Giuria raccomanderà al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo la candidatura del Comune ritenuto più idonea a essere insignito dell'ambito titolo.

Il percorso della candidatura di Pisa era stato avviato nel dicembre scorso con la richiesta al Ministero dei Beni e delle attività culturali per il procedimento della candidatura. Da gennaio 2020 era stato attivato il Comitato promotore ed erano cominciati gli incontri con il mondo della cultura e dell’associazionismo, poi interrotti a causa dell’emergenza Covid-19. Il dossier di candidatura è diviso in tre parti e comprende anche la ecosostenibilità delle azioni, la sostenibilità economico-finanziaria e un dettagliato calendario di eventi diffusi.

"La decisione di candidare la città di Pisa a Capitale Italiana della Cultura - ha spiegato il sindaco Michele Conti - nasce e si costruisce intorno alla necessità di prefigurare e realizzare un modello di sviluppo urbano orientato a un utilizzo socialmente innovativo delle nuove tecnologie nella complessiva gestione del suo patrimonio, considerato in tutte le componenti: storiche, artistiche, architettoniche, culturali, ambientali, sociali ed economiche. Ritengo infatti che il compito principale di un’amministrazione virtuosa e lungimirante sia quello di essere capace di cogliere con rapidità e intuizione tutte quelle occasioni che le consentono di costruire il futuro della propria comunità stando al passo con le opportunità che la contemporaneità le offre. La candidatura a Capitale della Cultura è risultata dunque una grande occasione che abbiamo voluto cogliere, coinvolgendo tutte le prestigiose realtà cittadine, dalle università alle associazioni culturali, dagli enti territoriali alle associazioni di categoria, per costruire insieme un’idea nuova e condivisa di città. Ci tengo a ringraziare sentitamente tutti coloro che a vario titolo hanno dato il proprio contributo per raggiungere questo primo traguardo, costruire un dossier che potrà e dovrà essere sviluppato nel prossimo futuro. La nostra città ha una storia di cui andare orgogliosi e un patrimonio materiale ed immateriale che deve essere valorizzato e divulgato con tutti gli strumenti possibili. Questa grande cultura, intesa in senso lato e trasversale, nelle sue sfaccettate declinazioni può costituire il vero grande volano di crescita cittadina e il progetto che realizzeremo ci permetterà di disegnare Pisa come un modello possibile di città ideale da offrire anche alla nazione intera".

"Nello svolgere il mio mandato da assessore - ha detto l’assessore alla Cultura Pierpaolo Magnani - mi sono posto delle priorità, prima tra tutte quella di mettere attorno ad un tavolo e costruire una forte sinergia tra tutti gli attori che fanno cultura ed hanno idee per lavorare insieme per il bene di tutta la città. Il dossier che abbiamo inviato ai Ministero e che presentiamo oggi nasce proprio da questa sinergia e, indipendentemente dall’esito della candidatura a Capitale della Cultura, la ritengo già una grande vittoria. Siamo riusciti a lavorare per un obiettivo ambizioso grazie a un lavoro di squadra che rappresenta un punto di partenza per le attività future di questa amministrazione".

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"Per me è un privilegio e un onore lavorare al coordinamento del Comitato promotore e alla redazione del dossier di candidatura per Pisa - ha detto il coordinatore della candidatura Dario Matteoni - la scelta di intitolare la candidatura con 'L’equilibrio delle contraddizioni' nasce dalla consapevolezza che una città proiettata nel futuro deve saper coniugare le complessità della società, deve funzionare bene ma essere anche aperta al futuro e alle novità che contengono anche contraddizioni. Grazie a una metodologia di lavoro e a un grande capitale umano presente a Pisa, si possono creare buone pratiche per permettere alla città e alla sua comunità di coniugare beni materiali e immateriali, spazi fisici reali con spazi virtuali, condivisioni di conoscenze. Il nostro dossier ha raccolto queste sfide e offre un programma di lavoro che potrà essere esteso anche ad altre tematiche per il governo della città, come modello per altre realtà cittadine".

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