Cronaca

Edilizia, dossier 'Riutilizziamo Pisa': aumentano gli immobili abbandonati in città

L'indagine del Municipio dei Beni Comuni sul numero e lo stato delle strutture abbandonate in città si aggiorna dopo 3 anni e mostra un trend negativo: 239mila metri quadrati lasciati al degrado. E' +7,5%, e più della metà sono beni del Comune di Pisa

"Dati inquietanti che non corrispondono all'immagine di una pretestuosa rinascita della città, la prova che Pisa è schiacciata da speculazioni e interessi privati". Così il Municipio dei Beni Comuni alla presentazione di stamani davanti il Distretto 42 sul nuovo dossier 'Riutilizziamo Pisa', la versione aggiornata dopo la prima edizione di 3 anni fa, pubblicata nell'ambito della campagna nazionale del Wwf 'Riutilizziamo l'Italia'.

Il documento verrà presentato alla cittadinanza domani dalle 18.30 (sotto le indicazioni), ma intanto gli attivisti tracciano il quadro generale sul numero e lo stato dei luoghi abbandonati in città. L'indagine ha interessato circa 360mila metri quadri di aree abbandonate o parzialmente utilizzate: completamente lasciati al degrado 239mila metri quadri di immobili.

"Sono pari a 40 campi di calcio" è il commento degli attivisti, che spiegano: "Dal 2009 ad oggi i volumi abbandonati sono cresciuti dell'11%, il 7,5% negli ultimi 3 anni. Tutti beni pubblici, rimasti stazionari i privati. Nel conto sono il 61% pubblici (146mila mq) e 39% privati (93mila mq). Del comparto pubblico la fa da padrone il Comune di Pisa, con il 66% delle aree di sua proprietà (97mila mq)". Una stima a ribasso avvertono dal Municipio, in quanto non conteggiati nell'analisi sono gli alloggi sfitti privati, che nel censimento 2011 erano 14.633, per effettive 8.500 soluzioni abitative inutilizzate. Non contati anche i numerosi capannoni ed uffici abbandonati nell'area industriale di Ospedaletto. 

"Con quale coraggio - commenta il Municipio - si parla di costruire nuove abitazioni? La verità è che si prosegue col solito sistema speculativo: si abbandona l'immobile, si fa deprezzare, si svende, si rivalorizza con una variante e ripartono i lavori". Da aggiungere al conto ci sono anche i 120mila mq di aree a parziale utilizzo, che risultato sulla via di dismissione: Santa Chiara, caserma Artale, ex Asnu, ex magazzini comunali di via A. Pisano e l'ex Enel di via Battisti.

Virgilio Barachini, presidente Unione Inquilini di Pisa: "Tanti lavori, ma niente di concreto. Seguo le vicende pisane da 50 anni e la situazione è sempre peggiorata. Tanti casi saltano agli occhi, come la Sesta Porta, di cui abbiamo denunciavamo i problemi che ci sarebbero stati con il terminal bus che si stanno appunto verificando. Poi le case popolari, si fanno graduatorie per prenderci in giro: si vogliono nuove case, ci sono quelle inutilizzate e vanno avanti gli sfratti".

Sinistra Per... ha partecipato all'indagine per gli immobili di interesse dell'università. Lorenzo Guastalli e Bianca Farsetti fannno gli esempi di Fossabanda, Paradisa e Palazzo Mastiani: "Per Fossabanda protocolo fermo e danni alla struttura per lassismo, Paradisa nessun accordo di Inail-Invimit con il Dsu per fare alloggi, nonostatte sia vincolato a quello. Gli studenti sono trattati come una parte esterna della città, non meritevoli di tutela perché non rappresentato un bacino di voti utili alla politica".

Il dossier 'Riutilizziamo Pisa' porta anche 10 proposte per il riutilizzo immediato di alcuni immobili: ex colorificio, Distretto 42, ex centro accoglienza di via Garibaldi, Mattonaia, Palazzo Pampana, Limonaia, ex magazzini comunali, Fossabanda e Paradisa, più la spinta per il ripristino ambientale del Parco delle Torri targato Bulgarella.

L'EVENTO. Tutto questo verrà presentato alla cittadinanza domani 22 ottobre al Polo Carmignani. Alle 18.30 il Municipio dei Beni Comuni esporrà il dossier, alle 19.30 apericena e dalle 21 il dibattito con i presenti, insieme all'architetto pisano Alessandro Baldassarri ed il docente di Sociologia urbana al Politecnico di Milano Agostino Petrillo. 

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